Decreto n. 316 del commissario regionale sugli usi civici dei cittadini di Martina
Con decreto n. 316 del 22 marzo 1928 il commissario regionale per la liquidazione degli usi civici di Puglia e Basilicata, De Michele, dichiarò gli usi di seminare, pascere e legnare esercitati o pretesi dai cittadini di Martina su un lungo elenco di terre, e dispose un'istruttoria affidata all'avvocato Giuseppe Manfridi. Fonte citata dall'autore: Decreto n. 316 del 22 marzo 1928 del Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici.
«Il decreto n. 316 del 22 marzo 1928 e gli atti successivi di liquidazione sono disponibili presso il Comune di Martina Franca: presso il Commissa- riato regionale per la liquidazione degli usi civici di Bari; presso la Regione Puglia.»
Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.
«Riflessioni – Umanesimo della Pietra» (1978–2015) e il suo Centro culturale: tutti gli autori degli articoli sono citati accanto agli eventi.
«Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004): Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente, con la prefazione e la consulenza storico-artistica di Domenico Blasi.
Archivi di Stato di Lecce, Taranto, Bari e Brindisi, che pubblicano online i loro inventari.
Fondazione Terra d'Otranto (articoli di Lucia Lopriore, Dora Liuzzi, Giuseppe Grassi con la cura di Angelo Sgura e altri), Festival della Valle d'Itria (archivio delle edizioni), Comune di Martina Franca (pagine di storia e schede dei luoghi, licenza CC-BY 4.0) ed Ecomuseo di Valle d'Itria.
Emeroteca della Provincia di Brindisi, che rende consultabili riviste e quotidiani.
«Giorno per Giorno», periodico di Martina Franca, e gli studiosi e le riviste citati nelle note (Studi Salentini, Archivio Storico Pugliese, Japigia, Brundisii Res e altre).
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