Glossario
Le parole della storia di Martina Franca che possono essere nuove o difficili, spiegate in modo semplice. Nel racconto sono sottolineate: toccale per leggere subito il significato.
- a pignon
- Tipo di facciata con la parte alta a triangolo, con due spioventi.
- A.S.L.I.
- Sigla di un sindacato «autonomo», cioè non legato alle tre grandi confederazioni (CGIL, CISL e UIL). Nelle carte è collegato alla CISAL, una confederazione di sindacati autonomi; il significato della sigla non è spiegato.
- acquaforte
- Stampa d'arte ottenuta incidendo una lastra di metallo con un acido.
- affrancazione
- Operazione con cui una terra gravata da diritti o obblighi (come gli usi collettivi o il pagamento di canoni) viene liberata da quei vincoli, di solito dietro pagamento.
- agrimensore
- Esperto che misura i terreni e traccia i confini.
- Albo Pretorio
- Il luogo, oggi anche online, in cui il Comune espone gli atti ufficiali perché tutti possano leggerli.
- allegazione
- Scritto, spesso stampato, con cui un avvocato espone le ragioni di una parte in una causa.
- allistamento
- Tassa che la Dogana imponeva sul bestiame grosso, per esempio le vacche.
- allodiale
- Detto di una terra di piena proprietà, su cui nessuno ha diritti d'uso (come invece gli usi civici). Nel decreto del 1964 è dichiarato tale il territorio fuori dalle Due Miglia.
- altare privilegiato
- Altare a cui il Papa concedeva un'indulgenza particolare per le messe in suffragio dei defunti.
- anime
- Modo antico di contare gli abitanti: «mille anime» vuol dire mille persone.
- apprezzo
- Stima dei beni di un feudo o di una proprietà, compilata da periti, con la descrizione dei fondi.
- Arcadia
- Accademia letteraria italiana nata a Roma, i cui membri prendevano un nome pastorale.
- archibugio
- Antica arma da fuoco portatile, a canna lunga.
- arciconfraternita
- Grande confraternita che, per concessione del Papa, può unire a sé altre confraternite dello stesso tipo.
- aromatario
- Nei secoli passati, chi preparava e vendeva medicinali e spezie, un po' come l'antico farmacista.
- bagliva
- Ufficio e giurisdizione del baglivo, funzionario che amministrava la giustizia minore e riscuoteva diritti, tra cui quelli sul pascolo; era anche l'imposta che lui riscuoteva.
- baglivo
- Funzionario che amministrava la giustizia minore e riscuoteva diritti, tra cui quelli sul pascolo (la fida).
- basilica minore
- Titolo d'onore dato dal papa a una chiesa importante per storia o devozione.
- belcanto
- Stile del canto lirico italiano che punta sulla bellezza della voce e sulla bravura nel cantare note veloci e difficili; nasce nel Seicento e fiorisce fino al primo Ottocento (Rossini, Bellini, Donizetti).
- beneficio
- Insieme di beni e rendite assegnati a un ecclesiastico perché svolga un incarico religioso, come curare una cappella.
- bolla
- Documento solenne con cui il papa prende una decisione, chiamato così dal sigillo di piombo (in latino «bulla») che lo autenticava.
- bonatenenza
- Tassa dovuta da chi possiede beni in un territorio diverso da quello di cui è cittadino; i «bonatenenti» sono i proprietari di quei beni.
- brigantaggio
- Attività di bande armate che assalivano e saccheggiavano. Nel Mezzogiorno la parola ricorda anche il brigantaggio dopo l'Unità d'Italia; qui è soltanto il nome che l'articolo dà a un assalto del 1922.
- camerlengo
- Amministratore della cassa del Comune.
- capitano
- Ufficiale che rappresentava l'autorità in un luogo, con compiti di governo e di giustizia; per Martina nel 1306 le fonti non ne precisano le funzioni.
- capitolare
- Raccolta di norme, divise in articoli, che stabiliva come una comunità dovesse essere governata.
- capitoli e grazie
- Elenco di richieste (i capitoli) che una comunità presentava al sovrano e di concessioni (le grazie) che lui accordava.
- capitolo
- Parola con più sensi. Il gruppo dei canonici di una chiesa importante, che ne cura il culto e ne amministra i beni (il Capitolo di San Martino). L'assemblea dei frati di un ordine (il capitolo provinciale). Al plurale, i «capitoli» sono gli articoli di un accordo: i «capitoli matrimoniali» sono le clausole del contratto di nozze.
- Cappelletti
- Nel Cinquecento, cavalleggeri mercenari greco-dalmato-albanesi al soldo di Venezia, detti anche stradiotti. Nella leggenda di Martina sono i nemici dell'«assedio dei Cappelletti» del 1529.
- cappuccini
- Frati nati dalla riforma dei francescani: il movimento partì intorno al 1525 e fu approvato dal papa nel 1528. Cercavano una vita più povera e semplice.
- carbonari
- Aderenti a una società segreta dell'Ottocento che lottava per ottenere libertà politiche e costituzioni.
- carlino
- Antica moneta del Regno di Napoli, pari a dieci grana, cioè a un decimo di ducato.
- casale
- Abitato di campagna aperto, cioè senza mura, di dimensioni minori di una città.
- castrum
- Parola latina per un luogo fortificato. Il senso cambia da fonte a fonte: una torre militare, un castello, o un abitato circondato da mura.
- catasto
- Registro che descrive i terreni e i fabbricati di un territorio, con i proprietari, l'estensione e il reddito stimato, usato per calcolare le imposte.
- catasto onciario
- Grande registro dei beni e delle persone di un luogo, fatto nel Regno di Napoli del Settecento per calcolare le tasse.
- cavalcatori
- Uomini a cavallo che, al servizio dell'Università, controllavano il territorio e potevano sequestrare il bestiame trovato abusivamente al pascolo (come nel 1510). Il significato è ricavato dal solo passo in cui la parola compare.
- cavallaro
- Nel servizio di guardia delle coste, guardia a cavallo che perlustrava il litorale; in questo caso si spostava dalla torre fino a Martina.
- censo
- Somma da pagare ogni anno. Può essere il canone che chi usa un terreno paga al proprietario (il censo «enfiteutico», legato a una concessione a lungo termine, con l'obbligo di migliorare il terreno), un peso che grava su un bene a favore di una chiesa, o l'interesse annuo di un prestito.
- censuazione
- Concessione di terre a chi le coltiva, in cambio del pagamento di un canone annuo (censo).
- CGIL
- Confederazione Generale Italiana del Lavoro, uno dei grandi sindacati italiani dei lavoratori.
- chiusa
- Terreno recintato, usato in modo privato. Nei documenti compare anche come «chiusura»; recintare terre del demanio, cioè di tutti, era spesso contestato.
- civili
- Nelle città del Sud, le famiglie benestanti (proprietari, professionisti) che avevano il peso maggiore nel governo locale, distinte dal popolo; più tardi dette «galantuomini». Nelle fonti usate il significato preciso della parola non è sempre spiegato.
- collegiata
- Chiesa che non è la cattedrale (la chiesa del vescovo) ma ha un gruppo stabile di sacerdoti, i canonici, riuniti in un capitolo, che celebrano insieme le funzioni solenni.
- commissario
- Funzionario mandato dal re o da un tribunale con un compito speciale, come ispezionare un territorio o risolvere una lite.
- commissario prefettizio
- Funzionario nominato dal prefetto, il rappresentante dello Stato in una provincia, per governare un Comune al posto degli organi eletti, di solito per un periodo limitato.
- commissario prefettizio
- Funzionario nominato dal prefetto per guidare un Comune al posto del sindaco eletto.
- commissione censuaria
- Organo che si occupa della stima dei terreni per il catasto, l'elenco ufficiale delle proprietà e del loro valore.
- Commissione feudale
- Organo creato nel Regno di Napoli per decidere le cause tra ex feudatari, Comuni e privati sui diritti e sulle terre dopo l'abolizione della feudalità.
- comunità d'acqua
- Espressione che compare in un privilegio del 1343 tra Martina, Ostuni, Mottola e altre terre; le fonti usate non ne spiegano il contenuto.
- confezioni
- Qui, la produzione di abiti e altri capi di abbigliamento.
- confraternita
- Associazione di fedeli laici che si dedicano insieme alla preghiera e ad opere di carità.
- confraternita
- Associazione di fedeli, spesso laici, legata a una chiesa, che si riunisce per pregare insieme e fare opere di carità.
- congrega
- Confraternita di laici che si riuniva per pregare e fare opere di carità, spesso legata a una chiesa.
- Conservatorio
- Nel Settecento, istituto di beneficenza che accoglieva e proteggeva persone bisognose, in origine soprattutto orfani. Anche i conservatori di Napoli nacquero così; poi molti diventarono scuole di musica.
- consorzi agrari
- Associazioni di agricoltori che si uniscono per comprare insieme sementi, attrezzi e per vendere meglio i prodotti.
- Conventuali
- Ramo dell'ordine francescano che viveva nei conventi e ammetteva di avere beni in comune; si distingue dagli Osservanti, che chiedevano di seguire la regola nel modo più rigoroso. Sono detti anche Francescani neri, per il colore dell'abito.
- converso
- Religioso laico di un convento, cioè non sacerdote, di solito addetto ai lavori pratici.
- decima
- Parte del raccolto, o somma di denaro, che i proprietari dovevano pagare alla Chiesa o a un ente religioso.
- decurioni
- Nelle università del Sud, i membri del consiglio che amministrava la comunità, cioè il Comune di allora.
- demani
- Plurale di demanio: terre che appartengono alla collettività o al Comune, sulle quali i cittadini potevano avere diritti d'uso come pascolare o far legna (gli usi civici).
- demanio
- Insieme di terre che appartengono al sovrano o alla comunità e non a un signore privato; «demaniale» vuol dire appartenente al demanio. Qui ha due sensi: il demanio regio (o del principe) e il demanio comunale, cioè le terre comuni della città.
- denominazione di origine controllata
- Marchio di qualità (DOC) che garantisce che un vino viene da una zona precisa ed è prodotto secondo regole stabilite.
- deputato
- Persona incaricata di rappresentare la città in una trattativa.
- distillare
- Ricavare dal vino l'alcol (l'acquavite) riscaldandolo e raccogliendo i vapori; qui è il modo di impiegare il vino in eccesso.
- distretto
- Qui è l'area di territorio assegnata a Martina intorno all'abitato, di forma circolare e con raggio di due miglia.
- dittico
- Insieme di due opere, qui due brevi opere presentate nella stessa serata.
- dogana
- Ufficio che riscuoteva diritti e tasse; qui la Dogana di Taranto, che amministrava la bagliva e la fida.
- donativo
- Somma di denaro offerta in dono, spesso a un re o a un signore.
- ducalisti
- A Martina, i partigiani del duca nella lotta per il governo del Comune.
- ducato (moneta)
- Moneta d'argento molto usata nel Regno di Napoli; i prezzi di terre e masserie sono espressi in ducati. Qui non indica il territorio governato da un duca.
- ducato (territorio e titolo)
- Territorio governato da un duca e, insieme, il titolo dei signori che lo possedevano. Non va confuso con il ducato come moneta.
- ecomuseo
- Museo senza pareti, che racconta la storia e le tradizioni di un territorio attraverso i luoghi stessi.
- eddomada
- Obbligo di far celebrare ogni settimana, in una chiesa, una messa o un servizio religioso, finanziato da una donazione.
- enfiteusi
- Contratto con cui il proprietario cede una terra a chi la coltiva, per un tempo molto lungo o in perpetuo, in cambio di un canone annuo.
- enfiteuta
- Chi tiene una terra altrui con un contratto molto lungo, pagando un canone e potendola coltivare e migliorare quasi come propria (ma la proprietà resta del concedente).
- esposto
- Neonato abbandonato davanti a una chiesa o a un luogo di soccorso, perché qualcuno se ne prendesse cura.
- ettolitro
- Misura di capacità pari a 100 litri, usata per il vino.
- eversione della feudalità
- Insieme di leggi del primo Ottocento, nel Regno di Napoli, che abolirono la feudalità: i signori persero i poteri sul territorio e sugli abitanti.
- ex voto
- Dono o quadro lasciato in una chiesa per ringraziare di una grazia ricevuta.
- fedecommesso
- Disposizione con cui un patrimonio doveva passare per intero da erede a erede, senza poter essere diviso.
- feudo
- In senso proprio, un territorio affidato da un sovrano a un signore, che lo governava e ne traeva rendite in cambio di fedeltà (come il «feudo di Martina» dato a Pietro del Tocco). In questa storia la parola ha anche un senso più largo di grande possedimento: così si dice «feudo» di quelli donati a un monastero.
- fida
- Somma che si pagava per far pascolare il proprio bestiame su terre altrui o pubbliche, dovuta ai baglivi; in una fonte è il «fitto degli erbaggi».
- fillossera
- Minuscolo insetto parassita della vite (attacca le radici e, in certe forme, le foglie), arrivato dall'America, che dalla seconda metà dell'Ottocento ai primi decenni del Novecento danneggiò o distrusse molti vigneti europei.
- foggia
- Grande raccolta d'acqua piovana, una cisterna o vasca scavata e sistemata nel terreno (spesso in una depressione), in cui si abbeveravano gli animali; nei documenti compare anche come bene da possedere, donare o gravare di una messa.
- fuoco
- Nei censimenti antichi, la famiglia contata come unità, spesso indicata dal capofamiglia; non una singola persona.
- gabella
- Tassa, spesso sul consumo o sulla vendita di un prodotto; il diritto di riscuoterla poteva anche essere venduto all'asta.
- galantuomini
- Nel Sud Italia dell'Ottocento, i proprietari benestanti e notabili di un paese.
- giacobini
- Nel 1799, chi era sospettato di sostenere le idee della Rivoluzione francese e la Repubblica; spesso era un'accusa dei nemici.
- giuspatronato
- Diritto di una famiglia o di una persona su una chiesa o un altare, ottenuto per averli fondati o dotati.
- gualda
- Parola di origine germanica che indica un bosco o un terreno incolto. Compare nel nome «San Giorgio in Gualda» e nel «diritto di Gualda» della città di Taranto, di cui non viene spiegato il contenuto.
- Guardia Nazionale
- Milizia di cittadini armati, istituita nell'Ottocento per mantenere l'ordine pubblico.
- guastatori
- Uomini incaricati di demolire muri e ostacoli, spesso al seguito di soldati.
- intendente
- Nel Regno di Napoli, il funzionario del re che governava una provincia; quella di Martina era Terra d'Otranto.
- interdetto
- Punizione della Chiesa che vieta alla comunità di celebrare le cerimonie religiose pubbliche, sospendendo i sacramenti.
- invaso
- Bacino, naturale o scavato, in cui si raccoglie l'acqua. Qui indica La Foggia di Spiano, venduta insieme all'area intorno.
- ipoteca
- Garanzia su un bene (per esempio un terreno): se il debito non viene pagato, chi ha prestato il denaro può rifarsi su quel bene.
- ippica
- Il mondo dei cavalli da corsa, da sella e da allevamento, con le gare e le rassegne che li riguardano.
- jacquerie
- Parola francese (dalle rivolte dei contadini francesi del Trecento) per una rivolta violenta di contadini; qui è l'espressione usata in un testo del 1986 per un fatto dell'aprile 1930 di cui non si conoscono i dettagli.
- legato
- Disposizione del testamento con cui si lascia un bene o una somma a una persona o a un ente, o si impone un obbligo, spesso per uno scopo preciso. Il «legato pio» impone, per esempio, di far celebrare una messa pagata con i redditi di un bene.
- lesione
- Nel diritto antico, il danno di chi aveva venduto o comprato a un prezzo giudicato troppo sfavorevole; il giudizio di lesione chiedeva di rivedere il prezzo.
- Libro Russo
- Registro dell'Università di Martina in cui si scrivevano le decisioni del governo cittadino, come le conclusioni del parlamento.
- lodo
- Decisione presa da un arbitro per risolvere una lite fra due parti, che si impegnano a rispettarla.
- luogotenente
- Chi fa le veci di un'autorità superiore.
- maritaggio
- Aiuto in denaro, una specie di dote, dato a ragazze povere perché potessero sposarsi.
- massari
- Chi conduceva una masseria e ne dirigeva il lavoro dei campi e degli animali.
- masseria
- Grande azienda agricola di campagna, con case, stalle e magazzini, tipica della Puglia.
- mensa arcivescovile
- L'insieme dei beni, come terre e rendite, il cui reddito serviva al mantenimento dell'arcivescovo e della sua sede.
- mensa vescovile
- L'insieme dei beni e delle rendite che servivano al mantenimento del vescovo di una diocesi.
- mezzana
- Nelle ripartizioni del demanio del 1566, la parte di una masseria occupata abusivamente (al massimo il 10% della sua estensione) che si riconosceva al possessore, in particolare a chi aveva fatto migliorie, e che poteva restare recintata come proprietà privata; il resto tornava terra aperta, a disposizione degli usi comuni.
- millesimo
- L'anno scolpito o scritto su un edificio o su un oggetto.
- mozzetta
- Corta mantellina che alcuni ecclesiastici portano sulle spalle come segno del loro ufficio.
- obbedienza
- Nel linguaggio dei monasteri, una chiesa o un possedimento che dipende da un monastero principale.
- osservanti
- Frati francescani di un ramo che voleva osservare più rigorosamente la regola di san Francesco.
- palmento
- Grande vasca di pietra in cui si pigia l'uva per fare il vino.
- palmi
- Antica misura di lunghezza, pari a circa un quarto di metro.
- parco
- In questa storia, terreno chiuso da un recinto di muri a secco. Non è un giardino pubblico come oggi.
- paretare
- Chiudere un terreno con un muro a secco, cioè costruito con pietre messe una sopra l'altra senza calce.
- particella
- Piccolo pezzo di terreno registrato come unità nel catasto.
- pastino
- Lavoro con cui si prepara il terreno scavandolo in profondità per piantare nuove viti; in alcune zone la parola indica anche l'impianto stesso di un nuovo vigneto.
- pergamena
- Foglio di pelle d'animale, trattata e scritta a mano, su cui nel Medioevo si registravano atti e donazioni.
- permuta
- Scambio di un bene con un altro, senza denaro o con un conguaglio.
- placet
- Parola latina che significa «piace»: l'approvazione con cui un sovrano, o chi lo rappresentava, rendeva valido un atto.
- platea
- Registro in cui un ente o una famiglia elencava i propri beni (terre, case, rendite) e i diritti su di essi.
- presbiterio
- La parte della chiesa intorno all'altare maggiore.
- prima assoluta
- La prima esecuzione in assoluto di un'opera o di un brano.
- primicerio
- Dignitario del Capitolo di una collegiata o di una cattedrale.
- privilegio
- Atto con cui un sovrano concedeva a una persona o a una comunità vantaggi particolari, per esempio esenzioni da tasse.
- promiscuità
- Situazione in cui due Comuni o enti avevano diritti in comune sugli stessi territori, per esempio per il pascolo; sciogliere la promiscuità significa dividere quelle terre.
- provveditore
- Nella Repubblica di Venezia, funzionario con un incarico di governo o di amministrazione in una città o in un territorio. Qui scrive da Monopoli al senato veneziano.
- quotizzazione
- Divisione di una grande proprietà in piccole parti, dette quote, assegnate o cedute a più persone.
- regia camera della Sommaria
- Tribunale e ufficio di governo del Regno di Napoli che si occupava di finanze, beni del re e liti collegate.
- regio fisco
- L'ufficio che amministrava le entrate e i beni del re.
- regolo
- Letteralmente «piccolo re»: un signore molto potente nel suo territorio. Nel testo è l'espressione con cui la fonte definisce il duca.
- relevio
- Tassa feudale che l'erede di un feudo pagava al re, alla morte del feudatario, per ottenere l'investitura.
- Riforma Fondiaria
- Insieme di leggi con cui lo Stato italiano, dopo la seconda guerra mondiale, ridistribuì terre agricole e finanziò opere nelle campagne.
- rivela
- Dichiarazione dei beni posseduti, presentata da un proprietario o da un ente per scopi fiscali.
- rococò
- Stile artistico e architettonico del Settecento, ricco di decorazioni curve e ornamentali.
- rogato
- Detto di un atto scritto e autenticato da un notaio; «rogare» vuol dire redigere l'atto.
- ruga
- Antica parola per «strada»: nei centri medievali, la via su cui si affacciavano le case.
- ruolo d'imposta
- Elenco dei proprietari e delle terre su cui si pagava una tassa; qui il ruolo dei terreni del 1906, i cui «articoli» sono le singole voci (proprietà) iscritte nell'elenco.
- sacro regio consiglio
- Tribunale supremo del Regno di Napoli.
- sanfedisti
- Sostenitori armati del re e della Chiesa contro la Repubblica Napoletana del 1799, dal nome dell'esercito della «Santa Fede».
- scomunica
- Punizione della Chiesa che esclude una persona dai sacramenti e dalla vita religiosa della comunità.
- selce
- Pietra molto dura, che nella preistoria si scheggiava per fare strumenti.
- sessennio
- Periodo di sei anni; qui è la durata di un contratto d'affitto.
- sindacato
- Associazione di lavoratori che li rappresenta e tratta con i datori di lavoro orari, paghe e diritti.
- sinodo
- Assemblea del vescovo e del clero convocata per decidere norme sulla vita religiosa; è «provinciale» quando riunisce i vescovi e il clero di una provincia ecclesiastica.
- Soprintendenza
- Ufficio dello Stato che tutela e controlla i beni archeologici, artistici e paesaggistici di un territorio.
- specchia
- Mucchio di pietre messo a mano, che in Puglia serve a segnare un punto o un confine.
- speleologo
- Persona che esplora e studia le grotte.
- stallone
- Maschio adulto del cavallo o dell'asino, tenuto per la riproduzione.
- statere
- Moneta d'argento o d'oro dell'antichità greca.
- stazione di monta
- Luogo dove si portano i maschi riproduttori per far accoppiare gli animali e migliorare la razza.
- terra universale
- Nelle carte dell'Ottocento, terra appartenente alla comunità, cioè all'Università (il Comune di allora), e non a un privato o a un signore.
- terziari
- Laici che seguono lo spirito di un ordine religioso pur vivendo nel mondo.
- tomolo
- Antica misura del Sud Italia: per le terre una superficie, per il grano una quantità; la sua grandezza variava da luogo a luogo. Nelle fonti usate un tomolo di terra vale meno di un ettaro (una fonte indica 7.984 metri quadrati), ma le conversioni non sono uniformi e non concordano tra loro.
- transazione
- Accordo con cui le due parti di una lite rinunciano a qualcosa per chiuderla.
- transumanza
- Spostamento stagionale delle mandrie da una zona di pascolo a un'altra.
- ufficiale sanitario
- Il medico del Comune che sorvegliava l'igiene e la salute pubblica, per esempio le case, l'acqua e i rifiuti.
- universalisti
- A Martina, la fazione che sosteneva l'Università, cioè il Comune, contro le ingerenze del duca.
- università
- Qui non indica la scuola superiore: nel Medioevo era la comunità organizzata dei cittadini di un luogo, con i suoi amministratori.
- usi civici
- Diritti degli abitanti di usare i beni della comunità, per esempio tagliare legna, far pascolare o raccogliere ghiande nel bosco.
- vaticali
- Parola di uso locale che compare nelle carte sul tumulto del 1845; le fonti usate non ne spiegano il significato.
- vicario foraneo
- Sacerdote (di solito un parroco) incaricato dal vescovo di vigilare su un gruppo di parrocchie, un «vicariato foraneo», lontano dalla città sede della diocesi.
- viceré
- Rappresentante del re che governava un territorio in suo nome: il viceré di Napoli governava l'intero Regno quando il sovrano risiedeva altrove; nelle fonti compare anche un «vicerè» di provincia (Terra d'Otranto).
- visita pastorale
- Visita con cui il vescovo o l'arcivescovo controlla le chiese della sua diocesi, il loro stato e la vita religiosa, e ne fa descrivere gli ambienti.
Le definizioni sono spiegazioni semplici e generali, non citazioni delle fonti. Se una spiegazione non ti convince, segnalacelo.
In arrivo
Nel frattempo: le fotografie e i luoghi.