Storia della città
La storia di Martina Franca raccontata a partire dalle fonti. Ogni fatto rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice. Le parole difficili sono spiegate nel glossario.
Il Seicento
Nel Seicento Martina è un ducato governato dalla famiglia Caracciolo. Nel 1641-42 il duca Francesco compra i mulini della città, e negli anni seguenti altre terre: nel 1645 Locorotondo e nel 1653 Mottola. In città ci sono conventi di frati e chiese, e in campagna molte masserie; nel 1680 tornano i frati Conventuali e nel 1698 si rifà la facciata dei Cappuccini.
Le carte raccontano anche fatti di cronaca e di devozione: nel 1607 un cittadino, Desiati, è eletto deputato a Napoli per una transazione con il duca e nel 1608 viene ucciso con un'archibugiata; nel 1647 ci sono tumulti contro il dominio spagnolo e i Caracciolo restano fedeli; nel 1691 la città scampa alla peste. Nel 1668 il figlio del duca, Petracone, fa abbattere il vecchio castello e comincia a costruire un grande palazzo. Un duello famoso a Ostuni è ricordato nelle carte, ma le fonti non sono d'accordo sull'anno (1665 o 1669) e danno nomi e titoli diversi all'avversario del duca che morì.
Un deputato a Napoli e un colpo d'archibugio
Il 12 settembre 1607 Donato Antonio Desiati, eletto deputato dell'Università di Martina, doveva concordare a Napoli una transazione con il duca Giovanni Battista II Caracciolo, che all'epoca risiedeva a Buccino. [1][2] Desiati era stato sindaco di Martina nel 1600-01. [3] Meno di un anno dopo, il 31 maggio 1608, mentre tornava dalla sua masseria di Pozzi delle Case, fu ucciso a colpi d'archibugio. [4][3] Il fatto è raccontato nella Platea Desiati, un manoscritto stilato nel 1742, più di un secolo dopo. [4] Vi si legge che fu ucciso per essere stato un difensore accanito dei diritti e delle prerogative dell'Università di Martina. [4] Un altro testo parla di un attentato mortale, avvenuto mentre rientrava dalla masseria. [3]
L'arcivescovo, il Capitolo e le acque
Il 15 novembre 1608, a Martina, si firmò la seconda transazione fra la Mensa arcivescovile di Taranto e l'Università di Martina, sulla Selva Tarentina. [5] Fu stesa dal notaio Pietro Corrente, con l'intervento dell'arcivescovo Ottavio Mirto Frangipane, ed era l'appendice di una prima transazione stipulata a Taranto il giorno prima. [5] Secondo l'articolo che la racconta, le parti volevano chiudere una lite in corso da oltre un quarto di secolo. [5] Anche il Capitolo di Martina, il collegio dei canonici della chiesa, gestiva beni e li concedeva in uso. [6][7] Il 27 ottobre 1611 concesse in enfiteusi perpetua la cisterna detta Foggia Grande a Gregorio de Gregorio, con un canone annuo di un ducato e cinquanta grana. [6] Il 15 agosto 1670 fece lo stesso con una sua piscina, data a Pietro Caramia detto Meo per quaranta grana l'anno. [7] Tra il 1680 e il 1687 fu compilata la platea del Capitolo, scritta sulla base di documenti più antichi e di atti notarili oggi perduti, non anteriori alla seconda metà del Quattrocento. [8]
Una torre e un cavallaro
Nel Seicento il Regno di Napoli, di cui Martina faceva parte, era governato dai re di Spagna per mezzo di viceré. Le coste del Mezzogiorno erano allora esposte alle incursioni dei pirati, e le torri costiere servivano ad avvistarli. Nell'ottobre 1612, per ordine del viceré conte di Lemos, il servizio di vigilanza costiera fu assegnato all'Università di Martina e ad altre, con il relativo aggravio di spese: munizioni, polvere e mantenimento del cavallaro. [9][10][11] Questo cavallaro dalla torre di San Leonardo si recava fino a Martina. [9] Nel 1627 l'Università di Ostuni segnalò la necessità di riparare la torre di San Leonardo. [12] Poiché l'Università di Ceglie provvedeva alla torre di Pozzelle, a quella di Martina toccava accollarsi la spesa della torre di San Leonardo. [12]
Congreghe, oratori e preti
Nel 1621 l'arcivescovo Antonio d'Aquino, per sollecitudine dei Gesuiti venuti a Martina a predicare la missione, eresse la congrega della Natività, che ebbe sede nella chiesa di Santa Croce fino al 1630. [13] In quell'anno, per disposizione dell'arcivescovo Sanchez de Villanova, fu trasferita sopra una delle case dell'Ospedale. [14] Nel 1665, per disposizione dell'arcivescovo Tommaso Sarria, la cura della Congrega di Santa Pace passò dai domenicani ai sacerdoti secolari. [15] Nel 1696 il padre Bruni, gesuita, fece trasferire l'oratorio della Congrega di Santa Croce davanti alla chiesa della Santissima Annunziata, fuori la porta di Santa Maria. [16] Esisteva anche una congregazione di soli preti: la Congregazione della Vergine della Misericordia, riservata agli ecclesiastici secolari, fu costituita nella prima metà del Seicento, con molta probabilità nel 1640, da alcuni preti della Regola dei Pii Operai di Napoli. [17]
Tuniche per le orfane, zoccane per le povere
Alcuni lasciti del secolo avevano uno scopo di aiuto. Il 14 luglio 1614 Lucio Colucci, confratello dell'Immacolata dei Nobili, donò alla confraternita un gregge di pecore. [18] La rendita serviva ad acquistare tuniche per ventisei fanciulle orfane e povere, che furono distribuite dal 1625 almeno fino al 1698. [18] Un caso diverso è il legato dell'abate e canonico Pietro Antonio De Mita, che con testamento del 9 marzo 1677 assegnò alla Congregazione dei Preti, a cui era associato, la Masseria Trasconi. [19] Con la rendita si dovevano acquistare le cosiddette zoccane di lana bianca (nel passo che abbiamo non è spiegato cosa fossero) da distribuire a donne povere e nubili, sorteggiate l'11 novembre. [19] In entrambi i casi un bene, un gregge o una masseria, produceva una rendita che veniva usata per aiutare qualcuno. [18][19]
Versi, un gesuita e dei santi
Nel 1602 uscì a Napoli la Vita di san Martino, un'opera in versi dedicata all'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio. [20] La fonte dà per Brancaccio gli anni 1574-1599: la dedica sarebbe dunque rivolta a un arcivescovo non più in carica nel 1602, e nel passo che abbiamo non è spiegato il perché. [20] L'autore, Cito de Citi, era un martinese colto, poeta e aromatario: le carte lo documentano tra il 1577 e il 1596. [20] Un martinese arrivò fino a Vilna: il gesuita Michele Salpa, secondo la scheda di un'enciclopedia lituana, nel 1615 fu nominato rettore dell'Accademia di Vilna e lo rimase fino alla morte. [21] Era nato a Martina e morì a Vilna il 20 dicembre 1618, dopo esserne stato professore e rettore. [22] Sul versante religioso, un volumetto sulla chiesa dei Cappuccini ricorda che nel loro convento martinese soggiornò, dall'agosto 1620 all'aprile 1621, san Giuseppe da Copertino. [23] Nel 1643 morì fra' Vito Carrieri, francescano riformato martinese: una cronaca settecentesca lo chiama servo di Dio, lo ricorda per i suoi miracoli e ne cita uno avvenuto nella masseria di Francesco Barnaba. [24] Un articolo del 1934 ricorda che nel 1645 papa Innocenzo X donò a Martina Franca il corpo di santa Comasia. [25]
Un duca che compra terre
Nel 1626 Francesco Caracciolo successe al padre Giambattista come duca di Martina. [26][27] Altre pagine indicano invece per Francesco I gli anni 1628-1655: le due datazioni non coincidono. [28][29] Nel 1645 il barone Francesco Borrassa gli vendette Locorotondo per 24.000 ducati, con il castello e i diritti sul feudo. [28] Il 16 settembre 1646 un documento d'archivio ricorda la concessione della giurisdizione criminale di Cisternino «non obstante» le pretese del vescovo di Monopoli e del duca di Martina. [30] Nel 1653 il feudo di Mottola, venduto per asta pubblica, passò al duca, con atto di vendita rogato a Napoli dal notaio Giovanni Angelo Durante il 22 agosto 1653. [31][32] Si dice che l'acquisto inasprì le antiche discordie con Noci. [33][32] La famiglia Caracciolo che ebbe Mottola era feudataria del ducato di Martina e non era imparentata con i precedenti Caracciolo di Santeramo. [34] Nel 1655 a Francesco succedette il figlio Petracone. [35][36]
I mulini e il prezzo del grano
Nel 1641 l'Università aumentò di un carlino a tomolo l'imposta sul macinato gravante sui martinesi, da sempre versata all'Università: l'aumento andava in esclusiva al feudatario. [37] Nel dicembre dello stesso anno si tenne l'asta dei mulini e della gabella del macinato, alienati dall'Università su proposta del sindaco Pietro Antonio Blasi. [29][38] Secondo la fonte, la vendita serviva a favorire il trasferimento del duca da Buccino a Martina. [29][38] A comprare fu il duca Francesco I Caracciolo, tramite Angelo Piccoli, che fece da prestanome. [29][38] Nel 1642 il duca acquistò dall'Università anche lo ius molendi (espressione latina che significa letteralmente «diritto di macinare») e in seguito fece installare nuovi mulini a ridosso della fortificazione presso la Porta di San Nicola. [39][40] Da essi prese nome la Torre dei Mulini di San Nicola. [39][40] Più avanti, nell'anno amministrativo 1661-62, il grano si vendeva in Martina e a Locorotondo a otto carlini il tomolo, circa 44 chilogrammi. [41]
Il 1647: tumulti, fedeltà e un ribelle alla macchia
Nel 1647 a Napoli scoppiò una rivolta popolare, nata contro le tasse sui generi alimentari e il malgoverno e legata al nome di Masaniello; nei mesi seguenti prese un carattere sempre più antispagnolo. L'archivio ducale conserva lettere con cui il re di Spagna ringrazia Francesco I e Beatrice Caracciolo per la fedeltà alla corona durante i tumulti antispagnoli del 1647-48. [42] Una nota a un componimento nuziale, in una raccolta di versi del 1759, dice che il duca Francesco Caracciolo, sotto Filippo IV, fu nominato luogotenente e vicario generale «nelle rivoluzioni del Regno» e mostrò chiare prove di valore. [43] Un altro martinese, invece, fu fra i rivoluzionari: Vitantonio Montanaro, detto Capodiferro, capopopolo descritto come rivoluzionario repubblicano. [44] Dopo la sconfitta del movimento di Masaniello rifiutò l'indulto del 1648 e si diede alla macchia; secondo l'autore dell'articolo terrorizzò per mesi la Murgia dei Trulli. [44] Nel 1649 il viceré Oñate, legato alla fazione del duca di Medina, decise di limitare l'ampia autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo, definito «regolo delle Puglie». [45][46]
Un duello a Ostuni
Petracone V Caracciolo, succeduto al padre Francesco nel 1655, nel 1662 sposò Aurelia Imperiali, figlia di Michele e Brigida Grimaldi. [35][47] Fu l'ottavo duca di Martina. [48] Al suo nome è legato un duello celebre a Ostuni, ma le versioni non si accordano. Un documento notarile coevo racconta lo scontro del 19 luglio 1665, in cui morì Cosimo Acquaviva d'Aragona, duca di Noci, di fronte al duca di Martina. [49][36] Una descrizione nata da una testimonianza giurata, pubblicata nello stesso numero della rivista (1983), dice che si batterono Petracone e Innico Caracciolo contro Cosimo e il figlio Giovanni Girolamo Acquaviva. [50] Un altro articolo colloca il duello il 19 luglio 1669, sul sagrato della chiesa dei Cappuccini di Ostuni, e lo oppone a Cosma Acquaviva, conte di Conversano, ritenuto il primo spadaccino del Regno: morì e fu sepolto in quella chiesa. [51][52] Un articolo parla invece del 1665 e di don Cosma, conte di Conversano, e ricorda che il fatto alimentò una tradizione popolare diversa dalla verità storica. [53] Le fonti divergono dunque sull'anno (1665 o 1669) e danno nomi e titoli diversi all'Acquaviva che morì (Cosimo, duca di Noci, oppure don Cosma, conte di Conversano). Solo la descrizione nata da una testimonianza giurata, tra quelle che abbiamo, nomina anche Innico Caracciolo e Giovanni Girolamo Acquaviva. [49][50][53][51][52]
Un palazzo al posto del castello
Nel 1665 una casa apparteneva al tenente Giovanni Lorenzo Desiati; vi abitò per molti anni il duca Petracone V, trasferitosi a Martina prima di avviare, nel 1668, la costruzione del Palazzo Ducale. [54] Petracone V fu duca dal 1655 al 1704. [35][55] Il palazzo è definito uno dei più grandiosi edifici dell'Italia meridionale; per costruirlo, rimasto peraltro incompiuto, occorsero ben 60.000 ducati. [48] La cifra è quella di Lucrezia Maria Tateo, autrice di uno studio sulle rendite dei duchi di Martina. [48] Per fare spazio al palazzo il duca ordinò la demolizione del castello, che sopravvisse fino al 1668. [56] Un altro testo parla di un castello-torrione feudale ormai fatiscente, raso al suolo per erigervi il Palazzo Ducale. [55] Sul luogo del vecchio castello feudale sorse così la nuova residenza dei duchi. [56][55]
I Conventuali: chiusura e ritorno
Nel 1653, per disposizione di papa Innocenzo X, che ordinò la chiusura dei conventini con meno di sei religiosi, il primo convento dei Conventuali di Martina fu soppresso. [57][58] I beni andarono al monastero femminile di Santa Maria della Purità, mentre chiesa e convento furono demoliti. [58] Dopo un'assenza di oltre vent'anni (la fonte dice 26, ma dal 1653 al 1680 ne passano 27) i Conventuali tornarono, con il favore dell'Università, della Casa ducale e degli ecclesiastici: nel 1680 fondarono un ospizio e nel 1684 un regolare convento con sei religiosi, che nel 1726 diventarono dodici. [57][59][60] Il convento sorgeva presso la Porta di San Nicolò. [60] Un atto del notaio Luca Antonio Gemma del 21 novembre 1680 riguarda un bene donato dal chierico Pietro di Serio e posto di fronte al convento che si stava fabbricando, fuori Porta San Nicola. [61]
Le masserie dei conventi
Nel Seicento alcuni conventi di Martina comprarono o ricevettero masserie, e le carte ne ricordano gli atti. Il 13 settembre 1647, con atto del notaio Luca Antonio Gemma, i Domenicani comprarono la masseria di Cavaruzzo, di 31 tomoli, per 100 ducati. [62] Una fonte dice che restò al convento di San Domenico fino al 1866, un'altra fino al 1809: la discordanza resta aperta. [62][63] Nel 1628 Flaminio Colucci, per disposizione testamentaria della moglie, donò ai Carmelitani una masseria in territorio di Ceglie, poi detta Donna Laura. [64] I Carmelitani il 19 ottobre 1656 comprarono da Scipione La Bellezza la masseria omonima. [65] Il 17 marzo 1680 acquistarono un fondo a Monte Tre Carlini. [66] Quel luogo compare nel secolo con tre protagonisti: Francesco Barnaba, che nel 1658 vi aveva già formato la masseria, i Carmelitani nel 1680 e Oronzo Motolese, che nel 1688 vi fece costruire la chiesa; nei passi che abbiamo non risulta se si tratti sempre dello stesso fondo. [66][67][68] Fra il 1679 e il 1683, senza che la data esatta sia indicata, il Convento del Carmine acquistò Masseria Monaci. [69] I Conventuali comprarono dagli eredi Motolese la Masseria Santo Elia, di circa 38 tomoli con una vecchia chiesa, per 271 ducati e 60 grana: la data è incerta fra 1690 e 1692. [70] Il 22 novembre 1698, infine, il priore e i padri di un convento di Martina (nel passo che abbiamo non è indicato l'ordine) chiedevano di avere un converso, fra Niccolò di Martina, per curare masserie e bestiame. [71]
Doti, divisioni e prestiti
Le carte private mostrano come circolavano terre e denaro. Il 27 novembre 1635 le sorelle Camilla e Porsia de Carolis divisero la masseria ereditata, ripartendosi anche il censo perpetuo a favore del Capitolo. [72] Nel 1643 Porsia sposò Francesco Paolo Motolese senior e portò in dote la sua metà, gravata da censo perpetuo a favore della Chiesa di San Martino. [73] Il beneficiario del censo è indicato in un caso come capitolo, nell'altro come Chiesa di San Martino: nei passi che abbiamo non risulta se sia lo stesso ente. [72][73] Nel novembre 1658 i fratelli Scialpi vendettero a Francesco Barnaba i beni di Reinzano. [67] Il 15 maggio 1659 Orlando Merlini, di Buccino, medico, gentiluomo di corte e schermitore, sposò a Martina Lucrezia Rodio, che gli portò in dote la Masseria Le Piazze, una vigna e 1.200 ducati. [74] Il 21 gennaio 1672 la Confraternita del Rosario di Santa Pace prestò 20 ducati al dieci per cento a Giovanni Barnaba e alla madre, con ipoteca su terre in Acquarulo. [75] Il 29 luglio 1691 i Paolotti concessero un prestito di 300 ducati con censo. [76]
Chiese di campagna, pittori e iscrizioni
Alcune masserie hanno una chiesa o una casa con una data incisa nella pietra: queste date aiutano a datare gli edifici, anche se non sempre con certezza. A Monte Tre Carlini il millesimo 1688 sul campanile a vela segna l'anno di costruzione della chiesa, che Oronzo Motolese fece costruire. [68] Anche a Masseria Monaci lo stesso millesimo si riferisce alla costruzione della chiesa. [77] A Reinzano la data 1691 è probabilmente l'anno di costruzione della chiesa. [78] Alla Masseria dello Scagno il millesimo 1698 sull'architrave dell'antica casa padronale prova che i corpi più antichi risalgono al Seicento. [79] Sulla porta della sagrestia della chiesetta suburbana di Cristo alla grotta compare la data 1673, forse quella di un restauro. [80] Il sacerdote pittore Pietro Antonio Di Gesù firmò immagini a Luchicchio nel 1674 e a Primicerio, dove il trittico reca la data del 20 giugno 1689. [81][82] Giovanni Stefano Caramia dipinse nel 1660 la Madonna della Libera per il Carmine. [83] Il 24 agosto 1669 nacque a Martina il pittore Girolamo Di Gesù. [84] Un'altra iscrizione, sull'architrave del Monte Purgatorio, reca la data 1649 e dice che le anime infelici chiedono aiuto. [85]
Ceglie, il confine e le carte
Nel catasto di Ceglie del Gaudo del 1603 compaiono quarantanove schede fiscali intestate a bonatenenti di Martina, martinesi che possedevano beni in territorio di Ceglie. [86] Sul margine di alcune schede c'è un'annotazione del 20 giugno 1603: i proprietari interessati furono esonerati dal pagamento della bonatenenza a favore dell'Università di Ceglie (la tassa risultava già versata nel 1603). [87] Il 29 ottobre 1680 il sindaco di Ceglie, Francesco Nigro, stipulò una transazione con alcuni cittadini di Martina, proprietari di beni nel feudo di Ceglie, per la stessa tassa. [88] I rapporti con Ceglie passavano anche da altri atti. I cegliesi Lucio Vitali e Ludovico Spiumafori giurarono a Martina, rispettivamente il 29 aprile 1618 e il 18 aprile 1620, come auditori della Corte Ducale. [89] Il 9 maggio 1686 Antonio Sisto, figlio della duchessa di Ceglie, vendette a don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca una foresta di 57 tomoli con pozzo, detta Difesa della Piscina. [90] Il 12 maggio 1669 Giovanni Battista Odierna, commissario del Sacro Regio Consiglio, redasse a Taranto la relazione sui confini del territorio di Taranto; il 4 maggio aveva percorso l'antico confine Taranto-Monopoli partendo dalle mura di Martina. [91]
Peste scampata, facciata rifatta, un dono
Nel 1688 il padre guardiano Francesco da San Vito ebbe l'idea di sistemare la strada dalla Porta di Santa Maria alla chiesa dei Cappuccini; i lavori furono eseguiti da fra' Angelo da Martina. [92] Secondo un articolo, nel 1691 gli abitanti rimasero immuni dalla peste e, dopo lo scampato pericolo, fu fusa la statua d'argento di san Martino, alta due metri (l'anno della fusione non è precisato). [93] Nel 1698 la facciata della chiesa dei Cappuccini fu rifatta con conci regolari di pietra di cava, su disegno ed esecuzione del frate Angelo Bruno da Martina, mastro di pietra e architetto. [94][95] Il prospetto intonacato era stato danneggiato dalle gelate invernali. [94] Nello stesso 1698 Tommaso Barnaba, alfiere nelle fanterie del duca di Calabritto, fu priore laico dell'Ospedale di Martina. [96] Il 12 maggio 1698 Giulio Ricciardi donò a Petracone V Caracciolo, duca di Martina e signore di Mottola, un appezzamento di cento moggi con pascoli e cripte. [97]
Uno sguardo d'insieme
Nelle carte che abbiamo raccolto, la terra e le masserie tornano in molte pagine: nelle doti e nei prestiti, nei conventi che comprano fondi, nei lasciti che distribuiscono una rendita. [74][75][65][70][18][19] Si incontra più volte anche l'Università alle prese con spese e imposte: la vigilanza costiera e il macinato. [9][37] A Ceglie, invece, erano alcuni cittadini di Martina, proprietari di beni in quel feudo, a stipulare una transazione con l'Università di Ceglie per la bonatenenza. [88] Quanto ai duchi, Francesco I compra i mulini e, secondo la fonte, la vendita favoriva il suo trasferimento a Martina. [29] Suo figlio Petracone V costruisce il palazzo sul luogo del vecchio castello. [54][56]
- 12 settembre 1607 — Transazione a Napoli tra l'Università di Martina e il duca G. B. Caracciolo (1607). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · originale
- 12 settembre 1607 — Donato Antonio Desiati deputato a Napoli per una transazione col duca Giovanni Battista II Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 83 del PDF · originale
- 31 maggio 1608 — Attentato mortale a Donato Antonio Desiati, già sindaco di Martina (1608). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 83 · originale
- 31 maggio 1608 — Il dottor Donato Antonio Deseati è ucciso a colpi d'archibugio (31 maggio 1608). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 84 · originale
- 15 novembre 1608 — Seconda transazione tra la Mensa arcivescovile di Taranto e Martina sulla Selva Tarentina (15 novembre 1608). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Giovanni LIUZZI INSEDIAMENTI MEDIEVALI A MARTINA - La Chiesa di San Giorgio in Gualda nel feudo della Selva Tarentina [territorio di Martina Franca], PDF p. 106 · originale
- 27 ottobre 1611 — Atto del 27 ottobre 1611: il Capitolo concede in enfiteusi perpetua la Foggia Grande a Gregorio de Gregorio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Giovanni LIUZZI EVOLUZIONE STORICA DELLE MASSERIE - Beni fondiari del Monte di Scio di Noci in territorio di Martina nell'Ottocento, p. 41 del PDF · originale
- 15 agosto 1670 — 15 agosto 1670: piscina del Capitolo concessa in enfiteusi a Pietro Caramia alias Meo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 43 del PDF · originale
- 1680 — Platea del Capitolo di Martina compilata tra il 1680 e il 1687. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 27 del PDF · originale
- ottobre 1612 — All'Università di Martina e ad altre è assegnato il servizio di vigilanza costiera. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, PDF p. 11 · originale
- ottobre 1612 — Alla Università di Martina assegnato il servizio di vigilanza costiera (viceré conte di Lemos). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF · originale
- ottobre 1612 — Ottobre 1612: vigilanza costiera assegnata anche a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF · originale
- 1627 — Nel 1627 la spesa della torre di S. Leonardo ricade sull'Università di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1981 n. 4: Enzo FILOMENA LE TORRI COSTIERE A DIFESA DEL REGNO DI NAPOLI - La Torre di San Leonardo e l'Università di Martina, p. 11 del PDF · originale
- 1621 — Nel 1621 l'arcivescovo d'Aquino erige la Congrega della Natività a Santa Croce. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
- 1630 — Nel 1630 la Congrega della Natività trasferita presso l'Ospedale. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 8 del PDF
- 1665 — Nel 1665 la Congrega di Santa Pace passa ai sacerdoti secolari. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
- 1696 — Nel 1696 l'oratorio della Congrega di Santa Croce trasferito fuori porta S. Maria. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 8 del PDF
- circa 1640 — Verso il 1640 nasce la Congregazione della Vergine della Misericordia dei preti. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 7 del PDF
- 14 luglio 1614 — Lucio Colucci dona un gregge di pecore alla Confraternita dell'Immacolata dei Nobili. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 86 del PDF · originale
- 9 marzo 1677 — Legato dell'abate De Mita: Masseria Trasconi alla Congregazione dei Preti per dotare donne povere di zoccane di lana. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · originale
- 1602 — Pubblicazione a Napoli della Vita di san Martino del martinese Cito de Citi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Giovanni LIUZZI STORICHE ATTIVITÀ TESSILI TRADIZIONALI - La filatura e la tessitura a Martina fra città e campagna, PDF p. 151 · originale
- 1615 — Michele Salpa nominato rettore dell'Accademia di Vilna. Fonte: Luigi Antonio Fino, Padre Michele Salpa rettore dell’Università di Vilna in Lituania, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 8, 1985, PDF p. 146 · originale
- 20 dicembre 1618 — Morte a Vilna del gesuita martinese Michele Salpa. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Luigi Antonio FINO NOTABILITÀ MARTINESI: UN IGNORATO GESUITA DEL XVI SECOLO - Padre Michele Salpa rettore dell'Università di Vilna in Lituania [notabilità di Martina Franca], PDF p. 145 · originale
- agosto 1620 — San Giuseppe da Copertino a Martina dall'agosto 1620 all'aprile 1621. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 24 del PDF
- 1643 — Morte del francescano riformato martinese fra' Vito Carrieri. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF · originale
- 1645 — Innocenzo X dona a Martina Franca il corpo di S. Comasia. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 155 del PDF · originale
- 1626 — Nel 1626 Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 88 del PDF · originale
- 1626 — Francesco Caracciolo succede al padre Giambattista come duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 15 del PDF · originale
- 1645 — Il duca di Martina Francesco I Caracciolo acquista la terra di Locorotondo per 24.000 ducati. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Luigi DE MICHELE ASPETTI SOCIO-ECONOMICI DEL TERRITORIO - Il mondo contadino a Locorotondo nella Numeratione del 1658, p. 78 del PDF · originale
- dicembre 1641 — Asta dei molini e della gabella del macinato per favorire il trasferimento del duca da Buccino a Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF · originale
- 16 settembre 1646 — Il duca di Martina tra i contendenti per la giurisdizione criminale di Cisternino. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 27 del PDF · originale
- 22 agosto 1653 — Vendita del feudo di Mottola al duca di Martina Francesco Caracciolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8: Pasquale LENTINI MOTTOLA: CONOSCERE SAN BASILIO - Vicende storiche di un antico insediamento rurale trasformato nei secoli da una grande casata feudale [San Basilio - Mottola], p. 17 del PDF · originale
- 1653 — Francesco Caracciolo, duca di Martina, acquista Mottola. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 44 del PDF · originale
- 1653 — Nel 1653 il duca di Martina Francesco Caracciolo acquista la terra di Mottola. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 117 del PDF · originale
- 1653 — Nel 1653 Mottola è venduta ai Caracciolo, feudatari del ducato di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Italo PALASCIANO INEDITI D'ARCHIVIO - La relazione del Gallarano del 1704 per i confini tra Mottola e Noci, p. 38 del PDF · originale
- 1655 — Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina nel 1655. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 122 del PDF · originale
- 1655 — Petraccone Caracciolo succede al padre Francesco come duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 49 del PDF · originale
- 1641 — L'Università aumenta di un carlino a tomolo l'imposta sul macinato, devoluto al feudatario. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF · originale
- dicembre 1641 — Il duca Francesco I Caracciolo acquista, tramite prestanome, i mulini e la gabella del macinato. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 84 del PDF · originale
- 1642 — Il duca Francesco I Caracciolo acquista dall'Università lo ius molendi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, PDF p. 8 · originale
- 1642 — Il duca Francesco I Caracciolo acquista il ius molendi dall'Università. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VII PARTE - Il Santacroce e il distretto di Martina compassato nell'antica Selva di Monopoli, p. 8 del PDF · originale
- 1661 — Prezzo del grano a Martina e Locorotondo: 8 carlini il tomolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 61 del PDF · originale
- circa 1647 — Il re Filippo IV ringrazia i duchi Caracciolo per la fedeltà durante i tumulti. Fonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Importanti documenti nell’archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-10) · originale
- 1647 — Francesco Caracciolo I duca di Martina luogotenente e vicario generale nelle rivoluzioni del Regno. Fonte: F. P. Motolese, Varie composizioni poetiche, 1759, p. 15 del PDF
- 1648 — Dopo l'indulto del 1648 Vitantonio Montanaro detto Capodiferro si dà alla macchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Vittorio DE MICHELE INSORGENTI E MASSERIE - Gli Appunti di Giuseppe Grassi sul Grande Brigantaggio a Martina, PDF p. 140 · originale
- 1649 — 1649: il viceré Oñate vuole limitare l'autorità del duca di Martina Francesco Caracciolo. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 111 del PDF · originale
- 1649 — Il viceré Onate vuole limitare l'autorita di Francesco Caracciolo, duca di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 38 del PDF · originale
- 1662 — Nel 1662 Aurelia Imperiali sposa Petraccone Caracciolo, VIII duca di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1969 (1969), p. 6 del PDF · originale
- 1668 — Petracone V Caracciolo fa edificare il palazzo ducale di Martina (1668). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Lucrezia Maria TATEO RENDITE DEI DUCHI DI MARTINA - Natura e gestione dell'azienda dei Caracciolo alla vigilia dell'eversione della feudalità [territori di Martina Franca e di Mottola], PDF p. 97 · originale
- 19 luglio 1665 — Duello di Ostuni: il duca di Martina uccide il duca di Noci. Fonte: Giovanni Liuzzi, Il duello fra il duca di Martina e il duca di Noci, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 6, 1983, PDF p. 103 · originale
- 19 luglio 1665 — Duello a Ostuni tra Petracone e Innico Caracciolo e Cosimo e Giovanni Girolamo Acquaviva. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1983 n. 6, p. 8 del PDF · originale
- 19 luglio 1669 — Duello mortale del 19 luglio 1669 tra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosimo Acquaviva. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1980 (1980), p. 5 del PDF · originale
- 19 luglio 1669 — Duello fra il duca di Martina Petraccone Caracciolo e Cosmo Acquaviva, conte di Conversano. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi: Studi Salentini · originale
- 1665 — Duello mortale tra il duca di Martina Petraccone V Caracciolo e il conte di Conversano Cosma Acquaviva. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1936 (1936), p. 116 del PDF · originale
- 1668 — Il duca Petracone V avvia la costruzione del Palazzo Ducale (1668). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, PDF p. 96 · originale
- 1668 — Demolizione del castello-torrione. Fonte: Comune di Martina Franca, «Storia di Martina Franca» (12/03/2025) · originale
- 1668 — Nel 1668 Petracone V Caracciolo ordina la demolizione del castello per costruire il Palazzo del Duca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 14 del PDF · originale
- 1653 — Soppressione del primo convento dei Conventuali di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, PDF p. 19 · originale
- 1653 — Nel 1653 è soppresso il primo convento dei Conventuali di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF · originale
- 1680 – 1684 — I frati Conventuali tornano a Martina: ospizio nel 1680, convento nel 1684. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, PDF p. 19 · originale
- 1680 — Nel 1680 i Conventuali tornano a Martina; convento regolare nel 1684. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 19 del PDF · originale
- 21 novembre 1680 — 21 novembre 1680: il convento di San Francesco dei Conventuali è in costruzione fuori le mura. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 25 del PDF · originale
- 13 settembre 1647 — I Domenicani di Martina acquistano la masseria di Cavaruzzo (13 settembre 1647). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - II PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Lo Mangiato, PDF p. 79 · originale
- 1647 — Masseria Cavaruzzo: acquisto da parte dei Domenicani di Martina (1647-1809). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 37 del PDF
- 1628 — Flaminio Colucci dona ai Carmelitani di Martina una masseria in territorio di Ceglie. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF · originale
- 19 ottobre 1656 — I Carmelitani di Martina acquistano la masseria La Bellezza. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - IV PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Grasso a Santo Elia, PDF p. 98 · originale
- 17 marzo 1680 — Il Convento dei Carmelitani acquista una masseria a Monte Tre Carlini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 142 del PDF · originale
- novembre 1658 — I fratelli Scialpi vendono terre a Reinzano a Francesco Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 146 del PDF · originale
- 1688 — Costruzione della chiesa di una masseria al Monte Tre Carlini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, PDF p. 143 · originale
- 1679 — Il Convento del Carmine acquista Masseria Monaci (1679-1683). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 144 del PDF
- 1690 — I Conventuali di Martina acquistano Masseria Santo Elia dagli eredi Motolese. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 190 del PDF
- 22 novembre 1698 — Il convento di Martina chiede un converso per la cura di masserie e bestiame (lettera del 22-11-1698). Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1979 (1979), p. 280 del PDF · originale
- 27 novembre 1635 — Le sorelle de Carolis dividono la masseria delle Nere. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 136 del PDF · originale
- 26 settembre 1643 — Matrimonio di Porsia de Carolis con Francesco Paolo Motolese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 138 del PDF · originale
- 15 maggio 1659 — Orlando Merlini sposa la martinese Lucrezia Rodio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VI PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da La Grava delle Piazze a Micele, p. 60 del PDF · originale
- 21 gennaio 1672 — Prestito della Confraternita del Rosario di Santa Pace a Giovanni Barnaba. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 153 del PDF · originale
- 29 luglio 1691 — 29 luglio 1691: i Paolotti di Martina concedono un prestito di 300 ducati con censo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - VIII PARTE - Il Santacroce e il territorio di Martina lungo il confine meridionale di Locorotondo, p. 48 del PDF · originale
- 1688 — Masseria Monaci: millesimo 1688 sulla pietra del campanile. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 145 del PDF
- 1691 — Masseria Reinzano: data 1691 sulla chiesa. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 184 del PDF
- 1698 — Masseria dello Scagno: millesimo 1698 sull'architrave dell'antica casa padronale. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 62 del PDF
- 1673 — Data sulla sagrestia della chiesa di Cristo alla grotta. Fonte: Dora Liuzzi, Fondazione Terra d'Otranto, «“Cristo alla grotta” a Martina Franca» (2011-04-23) · originale
- 1674 — Masseria Luchicchio: decorazione barocca firmata da Pietro Antonio Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 17 del PDF
- 20 giugno 1689 — Masseria Primicerio: trittico firmato dal sacerdote Pietro Antonio Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 183 del PDF
- 1660 — Giovanni Stefano Caramia dipinge la Madonna della Libera per il Carmine di Martina. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
- 24 agosto 1669 — Nascita del pittore Girolamo Di Gesù. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 157 del PDF
- 1649 — Iscrizione del 1649 sulla chiesa del Monte Purgatorio. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 19 del PDF
- 1603 — Catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: quarantanove schede di bonatenenti martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 41 del PDF · originale
- 20 giugno 1603 — Annotazione del 20 giugno 1603: esonero dalla bonatenenza per partite di bonatenenti martinesi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 37 del PDF · originale
- 29 ottobre 1680 — Transazione tra l'Università di Ceglie e cittadini di Martina Franca per la tassa di bonatenenza. Fonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1680, p. 14 del PDF · originale
- 29 aprile 1618 — Due cegliesi giurano a Martina davanti alla Corte Ducale (1618 e 1620). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2010 n. 33: Cosimo Francesco PALMISANO IL TERRITORIO NEL SEICENTO - VI PARTE - Il catasto di Ceglie del Gaudo del 1603: i bonatenenti di Martina [VI parte], p. 28 del PDF · originale
- 9 maggio 1686 — Vendita a don Fabrizio De Gregorio di Martina Franca della Difesa della Piscina a Ceglie. Fonte: Archivio di Stato di Brindisi – Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, Miscellanea di Atti Notarili di particolare rilevanza Storico - Sociale secc.XVI - XVIII di Ceglie Messapica, fasc. 1686, p. 15 del PDF · originale
- 12 maggio 1669 — Relazione Odierna sui confini del territorio di Taranto (12 maggio 1669). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 78 del PDF · originale
- 1688 — Dal 1688 si sistema la strada dalla Porta di Santa Maria alla chiesa dei Cappuccini. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 34 del PDF · originale
- circa 1691 — Statua d'argento di S. Martino fusa dopo lo scampato pericolo della peste del 1691. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1934 (1934), p. 156 del PDF · originale
- 1698 — Rifacimento della facciata della chiesa dei Cappuccini (1698). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, PDF p. 33 · originale
- 1698 — Nel 1698 la facciata della chiesa dei Cappuccini è rifatta da fra Angelo Bruno da Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15: Giovanni LIUZZI UNA GRANCIA DI SAN NICOLA DI CASOLE - Basiliani e Cappuccini a Santa Maria d'Itria di Martina, p. 33 del PDF · originale
- 1698 — Tommaso Barnaba priore laico dell'Ospedale di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO -V PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina da Lo Monte de Tre Carlini a Reinzano, p. 147 del PDF · originale
- 12 maggio 1698 — Giulio Ricciardi dona un appezzamento a Petracone V Caracciolo, duca di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 22 del PDF · originale
Ringraziamenti e fonti principali
Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.
- «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» (1978–2015) e il suo Centro culturale: tutti gli autori degli articoli sono citati accanto agli eventi.
- «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004): Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente, con la prefazione e la consulenza storico-artistica di Domenico Blasi.
- Archivi di Stato di Lecce, Taranto, Bari e Brindisi, che pubblicano online i loro inventari.
- Fondazione Terra d'Otranto (articoli di Lucia Lopriore, Dora Liuzzi, Giuseppe Grassi con la cura di Angelo Sgura e altri), Festival della Valle d'Itria (archivio delle edizioni), Comune di Martina Franca (pagine di storia e schede dei luoghi, licenza CC-BY 4.0) ed Ecomuseo di Valle d'Itria.
- Emeroteca della Provincia di Brindisi, che rende consultabili riviste e quotidiani.
- «Giorno per Giorno», periodico di Martina Franca, e gli studiosi e le riviste citati nelle note (Studi Salentini, Archivio Storico Pugliese, Japigia, Brundisii Res e altre).
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Il racconto è costruito sugli eventi della cronologia, ognuno con la sua fonte: i fatti su Martina vengono tutti da lì. Le spiegazioni delle parole e i brevi cenni di storia generale, dove ci sono, sono aggiunti per aiutare chi legge e non sono documentati negli eventi. Se trovi un errore o una fonte migliore, segnalalo.