Storia della città

La storia di Martina Franca raccontata a partire dalle fonti. Ogni fatto rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice. Le parole difficili sono spiegate nel glossario.

Il Novecento: dopo il 1950

In breve

In campagna di Martina Franca ci sono asini, cavalli e grandi fattorie, ma tra il dopoguerra e il 1970 i vigneti diminuiscono, mentre in città si fanno vestiti, mostre e premi. Nel 1951 esce un primo saggio scientifico sulla razza asinina di Martina Franca, e nel 1985 sono acquistati i primi 37 asini per formare un nucleo di conservazione. Nel 1969 il Bianco Martina ottiene la DOC, la denominazione di origine controllata.

Sulla terra pubblica le decisioni cambiano: un decreto del 1964 riguarda il territorio fuori dalle Due Miglia e nel 1973 un commissario lo revoca. Nel 1965 un giornale annuncia la scoperta di un antico insediamento a Badessa, e nel 1988 la Soprintendenza avvia gli scavi a Badessa Vecchia.

La famiglia dei duchi finisce: nel 1978 muore Riccardo de Sangro, indicato come ultimo duca di Martina, e i suoi vecchi documenti passano in parte al Comune. Verso la metà degli anni Settanta (1974 o 1975, a seconda della fonte) nasce un Festival di musica con opere rare, che d'estate si ascolta nel Palazzo Ducale, nel chiostro di un convento e nel teatro. Nel 1998 San Martino diventa basilica minore, nel 2009 c'è il protocollo per l'ecomuseo della Valle d'Itria e nel 2022 il Festival torna al Teatro Verdi restaurato.

Asini, cavalli e una mandria in cammino

Il racconto di questi decenni comincia dagli animali, e da uno studioso che li conosceva bene: la fonte lo chiama solo Basile, e le sue pagine sono ricordate in un numero della rivista «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» del 2012. Nel giugno 1951 esce il suo primo saggio scientifico sulla razza asinina di Martina Franca: un testo eminentemente tecnico, che tralascia i consueti cenni storici e rifiuta l'incrocio con il Ragusano. [1] Pochi mesi dopo, nel dicembre, un altro saggio, sul cavallo murgese, offre cenni storici, tecniche di allevamento e la descrizione del parco stalloni governativo; con questo scritto l'autore, dice la fonte, «irruppe» nell'ippica nazionale. [2] Gli animali non stavano solo nei libri: il 25 novembre 1955 una fotografia ricorda la partenza della mandria dei Basile per la tradizionale transumanza, da Masseria San Paolo verso i pascoli dell'Arneo. [3] Nel 1957 cinque stalloni di Asino di Martina Franca, figli dello stallone Conterosso, vengono fotografati sul piazzale della stazione ferroviaria prima di partire per l'Ungheria, dove saranno esportati. [4] Nel 1961 un nuovo studio di Basile, sul mulo martinese, auspica stazioni di monta con stalloni dell'Asino di Martina Franca. [5] Infine, l'11 e il 12 dicembre 1965 si tengono le Manifestazioni Zootecniche Martinesi, con una premiazione. [6]

A chi appartiene la terra?

Dagli anni Cinquanta in poi si trascina una questione lunga: quanta parte del territorio è demaniale? Gli usi civici sono i diritti della comunità su certe terre; il demanio è la proprietà pubblica. Il 10 agosto 1954 (una delle fonti ricava questa data da una relazione del 1958) il Commissariato regionale per la liquidazione degli usi civici nomina un ingegnere istruttore e perito. [7][8] Il 30 ottobre 1958 egli presenta una prima relazione tecnica; nella relazione finale del 10 dicembre 1961 conclude che è demaniale il territorio fuori da una zona chiamata «Due Miglia» (le fonti non ne precisano i confini): da venti a venticinquemila ettari, tre quarti dell'agro. [9][10] Il decreto del 20 giugno 1964 del commissario regionale va in senso opposto: dichiara allodiale il territorio fuori dalle Due Miglia, respinge le perizie e ritiene impossibile procedere ad accertamenti demaniali. [11][12] Le fonti non concordano del tutto sulle date: un autore parla di perizie del 1958-1960, un altro di una relazione finale del 1961. [11][10] Il decreto resta affisso all'Albo Pretorio dal 25 giugno al 25 luglio 1964, senza opposizioni. [13] Un altro autore ricorda lo stesso decreto per il bosco Le Pianelle, che sarebbe appartenuto al demanio comunale; come questo si accordi col resto non è detto. [14] Il 16 ottobre 1973, dopo la richiesta di chiarimenti del sindaco, il commissario revoca il decreto e nomina un nuovo istruttore. [15][16] Nel 2003 la Regione trasmette al Comune l'inventario definitivo dei terreni gravati da usi civici, su 12.523 particelle. [17]

Un vino con il nome della città

Anche il vino ha la sua parte in questa storia. Nel 1957 Basile scrive del «Problema vitivinicolo a Martina Franca» sul Corriere del Giorno di Taranto, in un articolo pubblicato dal Comitato per lo studio della situazione agricola in occasione della visita dell'Accademia della Vite e del Vino di Siena. [18] L'accordo italo-francese del 29 novembre 1958 riconosce tra i vini pugliesi anche il Martina. [19] Il 10 giugno 1969 il Bianco Martina ottiene la denominazione di origine controllata; il riconoscimento riguarda i vitigni locali, con la doppia indicazione di Bianco Locorotondo e Bianco Martina. [20][21] Intanto, però, i vigneti diventano meno. All'inizio del 1970, secondo una relazione, il vigneto martinese si estende su 6.024 ettari, contro gli 8.500 circa del dopoguerra, e 4.966 ettari hanno superato i quarant'anni. [22] Nell'estate 1971, a un convegno a Martina, il capo dell'Ispettorato provinciale dell'Agricoltura lancia, secondo un giornale del 1974, il primo allarme ufficiale sull'invecchiamento dei vigneti. [23] Secondo l'assessorato regionale all'agricoltura, tra il 1977 e il 1979 in tutta la Puglia vengono spiantati 12.000 ettari di vigneto, con una spesa di circa 17 miliardi di lire. È un dato regionale e la fonte non dice quanto riguardi Martina. [24] Prima dell'euro la moneta italiana era la lira.

Badessa Vecchia chiama gli archeologi

Intanto un luogo antico, Badessa Vecchia, attira l'attenzione. Dal 1961 e ancora nel 1962 uno studioso scrive lettere al sindaco e alla Soprintendenza Archeologica di Taranto sullo stato precario del sito. [25] Nel 1965 il soprintendente, dopo la visita, dichiara che l'abitato di Badessa-Monte del Forno ebbe sviluppo nei secoli V e IV a.C. e che vi si trovano anche testimonianze romane e medievali. [26] Il 24 settembre 1965 il Corriere del Giorno annuncia la scoperta dell'insediamento (di cui però uno studioso scriveva già dal 1961) e invita i martinesi a sostenere gli scavi: la Soprintendenza non ha mezzi adeguati e affida a loro il compito di trovarli. [27] Nel 1966 lo stesso studioso chiede scavi sistematici, perché i resti in superficie sono estremamente precari per le trasformazioni agrarie. [28] Nel 1967 il soprintendente comunica a un convegno che le fotografie aeree documentano, nella zona di Badessa Vecchia, uno dei più ampi insediamenti antichi, con scorie di ferro. [29] La Soprintendenza compie un primo intervento nel 1970 e poi rimane inoperosa fino al 1988. [30]

Strade, case e pareti imbiancate

Alcune carte parlano di strade, case e igiene. Il 9 maggio 1958 una commissione provinciale per le bellezze naturali fa un sopralluogo a Martina, con una proposta di vincolo panoramico sulla Valle d'Itria. [31] Intanto, nel 1961, si avvia una deviazione all'ingresso del paese venendo da Locorotondo, ma resta incompiuta: un tronco morto su via Ceglie. Un lettore, scrivendo nel 1974, aggiunge che si parla di una circonvallazione. [32] Non tutte le notizie sono buone: il 6 giugno 1973 l'ufficiale sanitario scrive al sindaco che la zona fra via Fanelli e via Orimini è in completo abbandono igienico, e seguono un'ordinanza e un rapporto. [33] Più confortanti le notizie sulle case: per il 1974 il presidente dell'istituto per le case popolari conferma l'appalto di 61 alloggi, per 900 milioni di lire, nel programma provinciale di 711, e per l'anno scolastico 1974-75 la scuola materna del rione Sant'Eligio viene portata a quattro sezioni. [34][35] Il Consiglio comunale approva nel 1976 la regolamentazione dei nuovi insediamenti nell'agro, ma nel 1979 la Regione non aveva ancora risposto. [36] Una rivista brindisina racconta infine che ancora nel 1980 le donne imbiancavano ogni sabato le pareti esterne delle case nei centri storici di Ostuni e di Martina Franca. [37]

Sindaco, commissioni e acquedotti

Anche le carte dell'amministrazione hanno qualcosa da dire. Alle elezioni del 2 luglio 1951 il sindaco viene riconfermato. [38] Più tardi, il 9 novembre 1973, un decreto ministeriale dichiara Martina sede della commissione censuaria del primo distretto della provincia di Taranto. [39] Negli stessi anni gli atti della Riforma Fondiaria registrano, tra il 1973 e il 1979, gare, contratti e un atto di sottomissione per acquedotti in varie contrade, tra cui Specchia Tarantina e Trappeto, Chiancara Negri e Carpari, San Domenico e San Carlo. [40][41][42][43][44][45] E i martinesi quanti sono? Nel 1979 i residenti passano da 43.871 a 44.340, e al 31 gennaio 1980 sono 44.386. [46] Un giornale pubblica poi la tabella della tassa sui rifiuti urbani: tra il 1980 e il 1982 l'aumento è dell'80%. [47]

Confezioni, sindacati e contratti

Un altro settore è quello delle confezioni. Secondo un esponente della CGIL, da gennaio a maggio 1964 il sindacato conduce una dura lotta in tutte le aziende di confezioni, ottenendo orario, gratifica natalizia (un compenso in più a Natale) e festività. [48] Esiste anche un sindacato autonomo, l'A.S.L.I., il cui primo contratto per le confezioni, precisa il suo segretario, vale dal 1° gennaio 1972 al 31 dicembre 1973. [49] Un altro sindacato, quello dei netturbini, viene costituito con atto notarile il 27 luglio 1973. [50] Molti anni dopo, nel 1998, il valore dell'abbigliamento martinese è stimato in non meno di 200 miliardi di lire, di cui 30 di esportazioni dirette, e Martina è presentata come l'unico centro pugliese con una lunga tradizione tessile. [51][52]

Gli ultimi duchi, i libri e le carte

Nel 1968, con la morte dell'ultimo Caracciolo de Sangro, gli eredi cominciano a vendere a lotti le fortune degli ex duchi di Martina. [53] Nel 1978 muore Riccardo de Sangro, indicato come ultimo duca di Martina, e con lui si estingue la famiglia. [54][55] Le fonti non spiegano come si accordino le due indicazioni, 1968 e 1978. Per testamento di Riccardo de Sangro la sezione antica dell'archivio ducale, con carte dal XIV al XX secolo, passa al Comune; nel 1998 arrivano, per disposizione testamentaria dell'ultima nipote del duca, le carte amministrative dei possedimenti ducali, della seconda metà dell'Ottocento e del primo Novecento. [55][56] Intanto escono libri e ricerche su Martina. Nel 1969 compare il volume d'arte «Martina Franca» di Cesare Brandi, che una rassegna del 1972 segnala come splendido esemplare di libro d'arte. [57] Nel 1970 si stampa a Martina un repertorio degli scrittori, artisti e scienziati martinesi, e viene ripubblicata la cronaca di Martina Franca di Filomena. [58][59] Del 1977 è il lavoro «Iscrizioni latine a Martina Franca». [60] E nel 1983 viene realizzata «Iconografia musicale a Martina Franca», che secondo la fonte è la prima ricerca sugli strumenti musicali raffigurati nell'intero patrimonio pittorico di una città. [61]

Mostre, gruppi e premi

Nel 1973 si contano varie iniziative culturali. Qualche anno prima, nell'aprile 1970, la Mostra fotografica del Barocco salentino si era tenuta a Taranto e a Martina Franca. [62] Nell'estate 1973 nasce il gruppo culturale «Nuove Proposte», per iniziativa di intellettuali e professionisti, con una galleria, un centro artigianale e un premio. [63] Dal 20 al 28 agosto i saloni di Palazzo Ducale ospitano una mostra personale di pittura, voluta dall'amministrazione comunale. [64] Il 27 e il 28 dicembre le giurie del decimo Premio Comunità assegnano i premi per la pittura e per la poesia. [65][66] Anni dopo, nel 1977, il presidente del Premio Martina Franca di poesia definisce la città e il suo territorio «un'oasi incontaminata» dove aleggia lo spirito di un «umanesimo della pietra»: da qui il nome del Gruppo Umanesimo della Pietra. [67] Nell'aprile 1988, per i dieci anni del Gruppo, si stampa in settanta esemplari una cartella con due acqueforti e quattro poesie. [68]

Nasce un festival

Verso la metà degli anni Settanta, nell'atrio del Palazzo Ducale, comincia a risuonare la musica. Sull'anno di nascita le fonti divergono: per il Comune il festival lirico è organizzato ogni estate dal 1974 dal centro artistico musicale intitolato a Paolo Grassi; per il sito del Festival nasce nel 1975. [69][70] Anche i nomi sono diversi: il sito dice che del Festival si inizia a parlare nei primi mesi del 1975 e che, dall'intuizione di Grassi, nasce così il Centro artistico «Valle d'Itria», con diciannove soci. [71] Secondo il sito del Festival, la prima edizione dura dal 27 agosto al 5 settembre 1975, con l'«Orfeo ed Euridice» di Gluck e un dittico di Pergolesi e Cimarosa, oltre a concerti, cabaret e una retrospettiva su Fellini. [72] Lo stesso sito racconta che la sera del 27 agosto gli spettacoli principali sono all'aperto e che un forte acquazzone rischia di far saltare l'apertura. [73] Secondo il sito del Festival, fin dalla nascita il Festival si distingue per la riscoperta di titoli operistici rari e per edizioni fedeli alle intenzioni dei compositori. [70] Il 12 agosto 1977, alla terza edizione, va in scena la «Norma» di Bellini con le voci restituite ai ruoli originali: l'allestimento ha, scrive il sito del Festival, grande risonanza critica. [74] Dal 1980 il Festival, con un presidente e un direttore artistico, accentua l'identità del belcanto e la riscoperta della scuola napoletana. [75]

Cinema, rioni e giochi

Anche il tempo libero ha la sua storia. Nel 1979, con 44.208 abitanti a novembre, i cinema di Martina contano 183.393 presenze, contro le 230.508 di Fasano. [76] Fuori dalle sale si gioca nei rioni: il Trofeo dei Rioni va al Paolotti nel 1976, al Sant'Eligio nel 1977, all'Estramurale nel 1979, al Carmine nel 1981, e il 9 luglio 1982 il Paolotti vince il quinto Trofeo calcistico dei rioni, organizzato dalla redazione sportiva del giornale; le edizioni sono cinque in sette anni, quindi non si tengono ogni anno. [77][78] Nel 1980 un giornale parla di varie gare. Il 23 febbraio si svolgono gare di nuoto nella piscina coperta del centro sportivo. [79] Sono aperte anche le iscrizioni, fino al 15 aprile, alla terza edizione del concorso canoro «Cuore di Bimbo», per cantanti fino a nove anni. [80] La RAI conferma poi che «Giochi senza frontiere 1980» sarà realizzato a Martina il 9 luglio, nella zona sportiva Pergolo. [81] Giochi senza frontiere era un programma televisivo in cui squadre di città di vari paesi europei si sfidavano in giochi. Per l'estate 1983 sono annunciati, per il Campo Pergolo, tribune e fondo erboso. [82]

Salvare l'asino di Martina

Torna l'asino. Nel 1978 Alfonso Basile è uno degli undici autori del primo numero della rivista Riflessioni-Umanesimo della Pietra: scrive della crisi dell'Asino di Martina Franca, anticipando l'istituzione dell'Azienda Demaniale di Masseria Russoli. [83] Con decreto ministeriale del 17 febbraio 1979 l'azienda Russoli, poi Centro per la conservazione dell'Asino di Martina Franca, passa alla Regione Puglia. [84] Nel 1985 sono acquistati da allevatori della zona i primi 37 asini, e il progetto regionale di conservazione della razza prende il via; alla fine di ottobre del 1987 il nucleo conta 71 capi. [85] Nel 1987, alla rassegna Hippos di Bari, Alfonso Basile è premiato per un suo stallone. [86] Si spegne a Martina Franca il 9 gennaio 2012. [87]

Sotto la terra e dentro il passato

Gli scavi e le esplorazioni continuano. Dopo il 1970 la Soprintendenza organizza due campagne di scavo, nel 1988 e nel 1990, a Masseria Badessa Vecchia. [88] Dall'altura emergono i resti di un grande edificio del IV-III secolo a.C. e uno statere d'argento di Taranto, e viene imposto il vincolo; il secondo scavo, ai piedi dell'altura, ha esito negativo. [89][90] Le fonti non coincidono su che cosa si trovò e su quanto durarono gli scavi: una pubblicazione scritta subito dopo dice che quelli dell'autunno 1988 furono subito interrotti per scarsità di mezzi, ma restituirono fondazioni, ceramica, monete e gioielli dal VII secolo a.C. al Mille; le altre parlano di due campagne, nel 1988 e nel 1990. [91][88][89] Anche sottoterra c'è molto da scoprire. Nella primavera del 1952 due cacciatori seguono un cane in un cunicolo ed entrano nella Grotta di Pilano, ricca di selci e reperti paleontologici; nel 1985 il Gruppo Speleologico Martinese ne compila il rilievo. [92][93] Nel 1989 gli speleologi denunciano alla polizia giudiziaria la discarica nella Grotta del Cuoco, e nel 1997 un torneo di burraco finanzia il recupero della stessa grotta. [94][95] Per la Grave di Monte Pelosello, che continuava a servire da discarica, l'ordinanza del commissario prefettizio arriva il 5 giugno 1998, un anno dopo l'esposto alla magistratura. [96]

Chiese di campagna

Alcune masserie hanno la loro chiesa. Nel 1977 il Gruppo Umanesimo della Pietra censisce 254 masserie e settanta luoghi di culto; nel 1998-1999 le operatrici di un centro regionale schedano tutte le chiese delle masserie e di contrada. [97][98] Alcune erano nate da poco: nel 1955 viene eretta la chiesa moderna di Masseria Fragneto, su disegno di un artista, con all'interno gessi colorati dello stesso artista, [99] e nel 1957 Francesco Basile (1888-1977) fa costruire per devozione la chiesa della Madonna del Carmine a Masseria San Paolo. [100] Nel novembre 1963 la comunità di contrada Cupina vede consacrare la propria chiesa all'Immacolata Concezione dall'arcivescovo di Taranto. [101] Altre, nel tempo, hanno avuto bisogno di cure o hanno subito danni. Nel 1986-1987 si restaura la chiesa di Masseria La Lamiola, mentre nel 1989 quella di Masseria Fanelli viene devastata e ne sono asportate tutte le pietre lavorate. [102][103] Nel 2000, Anno Santo, la chiesa di Masseria Monaci, minacciata dall'umidità, viene recuperata. [104] Il Giubileo del 2000 fu un Anno Santo della Chiesa cattolica.

Una basilica, un museo, una consacrazione

In città c'è la chiesa di San Martino. Nel 1957 i cittadini la abbelliscono con pavimento marmoreo nel presbiterio, candelabri, vetrate e amplificatori, come ricorda una lapide. [105] Nel 1995 la chiesetta dell'Annunziata ospita il Museo dell'arciconfraternita del Carmine, con abiti storici e un plastico della processione. [106] Il 22 aprile 1998 la lettera apostolica del papa Giovanni Paolo II eleva San Martino a basilica minore, su richiesta dell'arcivescovo di Taranto. [107][108] Il 7 gennaio 2001 viene consacrato, a ricordo del grande giubileo, il tempio del Divino Amore, costruito nel quartiere di Palombelle. [109] Anche la musica del Festival entra nei luoghi sacri. Nel suo programma il 20 luglio 2012 la Basilica ospita il «Concerto per lo Spirito», replicato poi a Noci. [110] Il 24 luglio 2013 un altro concerto nella chiesa del Carmine ricorda i trecento anni dell'Arciconfraternita. [111] Il 22 luglio 2015 un concerto di musica sacra torna nella Basilica. [112]

Dal territorio all'ecomuseo

Altre iniziative guardano al territorio nel suo insieme. Nel gennaio 1977 sette comuni, tra cui Martina Franca, sede, costituiscono il Consorzio Interprovinciale dei Trulli e delle Grotte, per la promozione turistica. [113] Due censimenti agricoli danno questi numeri: nel 1982 la superficie agricola è di 21.847,79 ettari, con 9.135 aziende; nel 1990 scende a 20.462 ettari, con 8.133 aziende. [114] Dal censimento agricolo del 1990 risulta inoltre che le masserie occupano oltre il 50% del territorio comunale. [115] Il 12 maggio 2009 sei comuni, tra cui Martina Franca, firmano un protocollo di intenti per costituire l'ecomuseo della Valle d'Itria. [116]

Il Festival negli ultimi anni

Negli ultimi anni il Festival porta a Martina titoli rari e prime assolute. Nel 2012, tra il 14 luglio e il 2 agosto, si danno l'«Artaserse» di Hasse e la «Zaira» di Bellini a Palazzo Ducale, e il 21 luglio va in scena al Teatro Verdi la prima assoluta di «Nûr», opera in un atto commissionata dal Festival. [117][118] L'anno dopo, nel chiostro di San Domenico, l'Accademia del Belcanto presenta «L'ambizione delusa», in prima rappresentazione in tempi moderni; nello stesso cartellone ci sono «Crispino e la comare», «Giovanna d'Arco» e serate per i bicentenari di Wagner e Verdi. [119][120] Nel 2014 è la quarantesima edizione, che si apre con «La donna serpente» di Casella: la numerazione torna se la prima edizione è quella del 1975, mentre il Comune parla di un inizio nel 1974. [121][72][69] Due anni dopo il cartellone è dedicato a Paisiello, con la prima mondiale della «Francesca da Rimini» di Mercadante, opera postuma mai messa in scena. [122][123] Nel 2019 la Fondazione Paolo Grassi promuove iniziative per i cento anni dalla nascita di Grassi, al quale il Festival è legato fin dalle origini, e nel 2021 il tema è il rapporto tra Napoli e Vienna. [124][125][71][69] Nel 2022, con la quarantottesima edizione, la programmazione rientra, dopo alcuni anni, al Teatro Verdi, riaperto dopo i restauri, con «Il Xerse» di Cavalli; i titoli sono quattro, tra cui la prima assoluta di «Opera italiana». [126][127]

Uno sguardo d'insieme

Rileggendo oltre settant'anni si vedono alcuni fili. Il primo è la terra: animali, vigneti e masserie, oggetto di studi, di dibattiti e di decisioni contrastanti sul demanio. [1][22][10][97][11] Il secondo è la vita di tutti i giorni, che si conosce soprattutto da un giornale locale degli anni Settanta e Ottanta, ma anche da una rivista del 2005 e da una brindisina: aziende di confezioni, case popolari, gare tra rioni, pareti imbiancate ogni sabato. [48][34][77][51][37] Il terzo è la ricerca del passato: scavi, esplorazioni di grotte, archivi e libri. [89][93][55][57] Il quarto è la musica, che dalla metà degli anni Settanta (1974 o 1975, a seconda della fonte) porta d'estate opere rare nei luoghi della città, secondo il Comune e il Festival. [69][70][72][126]

  1. giugno 1951 — Giugno 1951: primo saggio scientifico di Basile sulla razza asinina di Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 5 del PDF · originale
  2. dicembre 1951 — Dicembre 1951: Basile con il saggio sul cavallo murgese irrompe nell'ippica nazionale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 6 del PDF · originale
  3. 25 novembre 1955 — La mandria dei Basile inizia la transumanza da Masseria San Paolo verso l'Arneo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 10 del PDF · originale
  4. 1957 — Esportazione in Ungheria di cinque razzatori di Asino di Martina Franca. Fonte: Giovanni Artieri, Gli asini di Martina Franca sono poeti, sentimentali e patrioti, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 35, 2012, PDF p. 17 · originale
  5. 1961 — Nel 1961 appare lo studio di Basile su Il Mulo Martinese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 8 del PDF · originale
  6. 11 dicembre 1965 — Manifestazioni Zootecniche Martinesi con premiazione. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1999 n. 22: Sebastiano SCHIAVONE ZOOTECNIA STORICA - Il mulo di Martina Franca, p. 20 del PDF · originale
  7. 10 agosto 1954 — L'ingegner Aristotele Nucera incaricato delle perizie sugli usi civici di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 27 del PDF · originale
  8. 10 agosto 1954 — Decreto del 10 agosto 1954 nomina l'ing. Nucera istruttore e perito. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 34 del PDF · originale
  9. 30 ottobre 1958 — Il 30 ottobre 1958 Nucera presenta la prima relazione tecnica sul demanio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 28 del PDF · originale
  10. 10 dicembre 1961 — Relazione finale Nucera del 10 dicembre 1961: demaniale il territorio fuori dalle due miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 28 del PDF · originale
  11. 20 giugno 1964 — Decreto Rongetti: non luogo a procedere per il territorio fuori dalle Due Miglia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 23 del PDF · originale
  12. 20 giugno 1964 — Decreto del commissario Rongetti sui demani di Martina (20 giugno 1964). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, PDF p. 23 · originale
  13. 25 giugno 1964 — Decreto del 1964 affisso all'Albo Pretorio dal 25 giugno al 25 luglio 1964 senza opposizioni. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 34 del PDF · originale
  14. 20 giugno 1964 — Decreto del commissario regionale sul bosco comunale delle Pianelle (20 giugno 1964). Fonte: Michele Ancona, Il territorio fra storia e diritto - Recenti vicende degli usi civici a Martina Franca, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 13, 1990, PDF p. 31 · originale
  15. 16 ottobre 1973 — Il commissario Poli revoca il decreto del 1964 sugli usi civici. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 23 del PDF · originale
  16. 16 ottobre 1973 — Il commissario revoca il 16 ottobre 1973 il decreto del 1964 e nomina un nuovo istruttore. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 32 del PDF · originale
  17. 9 ottobre 2003 — La Regione Puglia trasmette al Comune i dati sui terreni gravati da usi civici. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 24 del PDF · originale
  18. 1957 — Nel 1957 Basile scrive del Problema vitivinicolo a Martina Franca sul Corriere del Giorno di Taranto. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 8 del PDF · originale
  19. 29 novembre 1958 — Accordo italo-francese del 1958 sulle denominazioni dei vini, con «Martina». Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 19 del PDF
  20. 10 giugno 1969 — Il Bianco Martina ottiene la denominazione di origine controllata. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 19 del PDF
  21. 1969 — Riconoscimento della DOC Bianco Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 35 del PDF · originale
  22. 1970 — Inizio 1970: 6.024 ettari di vigneto a Martina contro gli 8.500 del dopoguerra. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 2, 28 febbraio 1974, p. 8 del PDF
  23. 1971 — Estate 1971: convegno a Martina con la relazione del prof. Collamaria sui vigneti. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 2, 28 febbraio 1974, p. 8 del PDF
  24. 1977 — Dodicimila ettari di vigneto spiantati in Puglia nel triennio 1977-79. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 29 del PDF
  25. 1961 — Dal 1961 Sante Ancona segnala al sindaco di Martina e alla Soprintendenza lo stato precario di Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 53 del PDF · originale
  26. 1965 — Nel 1965 il soprintendente Attilio Stazio dichiara che l'abitato di Badessa-Monte del Forno ebbe sviluppo nei secoli V e IV a.C.. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 12 del PDF · originale
  27. 24 settembre 1965 — Il Corriere del Giorno annuncia la scoperta dell'insediamento di Badessa e invita i martinesi a sostenere gli scavi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 16 del PDF · originale
  28. 1966 — Nel 1966 Sante Ancona sollecita scavi sistematici a Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 53 del PDF · originale
  29. 1967 — 1967: Attilio Stazio segnala l'insediamento antico di Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 94 del PDF · originale
  30. 1970 — Nel 1970 primo intervento della Soprintendenza Archeologica di Taranto a Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 61 del PDF · originale
  31. 9 maggio 1958 — 9 maggio 1958: sopralluogo della Commissione provinciale per le bellezze naturali a Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 9: Michele ANCONA TUTELA DEL PAESAGGIO - Il tormentato iter normativo in difesa della Valle d'Itria, p. 5 del PDF · originale
  32. 1961 — Iniziata nel 1961 una deviazione all'imbocco da Locorotondo rimasta incompiuta. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 3, 15 marzo 1974, p. 4 del PDF
  33. 6 giugno 1973 — Esposto dell'ufficiale sanitario sul degrado igienico fra le vie Fanelli e Orimini. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 4 del PDF
  34. 1974 — Case popolari: 61 alloggi appaltati a Martina Franca nel 1974. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 25 del PDF
  35. 1974 — Scuola Materna di S. Eligio portata a 4 sezioni per il 1974-75. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 25 del PDF
  36. 1976 — Il Consiglio comunale approva la regolamentazione dei nuovi insediamenti nell'agro. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2, p. 3 del PDF · originale
  37. 1980 — Nel 1980 le donne imbiancano ogni sabato le case nel centro storico di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 2000 (2000), p. 62 del PDF · originale
  38. 2 luglio 1951 — Motolese riconfermato Sindaco con le elezioni del 2 luglio 1951. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 19 del PDF
  39. 9 novembre 1973 — Martina Franca sede della Commissione Censuaria del primo distretto di Taranto. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 25 del PDF
  40. 5 settembre 1973 — Licitazione privata per l'acquedotto nelle contrade Specchia Tarantina e Trappeto. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), fasc. 1457, p. 95 del PDF · originale
  41. 13 settembre 1973 — Licitazione privata per l'acquedotto in contrada San Domenico e San Carlo. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), fasc. 2894, p. 181 del PDF · originale
  42. 19 aprile 1974 — Contratto con la Bianchi S.r.l. per l'acquedotto in contrada Specchia Tarantina e Trappeto. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), fasc. 1458, p. 96 del PDF · originale
  43. 19 aprile 1974 — Contratto con la Bianchi S.r.l. per l'acquedotto in contrada Chiancara Negri e Carpari. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), fasc. 1462, p. 96 del PDF · originale
  44. 8 maggio 1974 — Contratto per l'acquedotto in contrada San Domenico e San Carlo. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), fasc. 2895, p. 181 del PDF · originale
  45. 2 febbraio 1979 — Atto di sottomissione per l'acquedotto in contrada San Domenico e San Carlo. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), Sezione speciale Riforma Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise — Servizio lavori Ufficio contratti (lett. A-G ditte appaltatrici), fasc. 2896, p. 181 del PDF · originale
  46. 31 gennaio 1980 — Popolazione residente a 44.386 abitanti al 31 gennaio 1980. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 25 del PDF
  47. 1982 — Tassa rifiuti solidi urbani: aumento dell'80% nel 1982. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 30 del PDF
  48. gennaio 1964 — Gennaio-maggio 1964: lotta della CGIL nelle aziende di confezioni. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 9 del PDF
  49. 1 gennaio 1972 — Primo contratto A.S.L.I. Conf. CISAL per le confezioni: 1-1-1972 / 31-12-1973. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 11 del PDF
  50. 27 luglio 1973 — Atto notarile del 27 luglio 1973 per il Sindacato Autonomo dei Netturbini. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 9 del PDF
  51. 1998 — Valore dell'abbigliamento martinese nel 1998. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2005 n. 28: Luigi DE MICHELE TIPICITÀ E FUNZIONE ECONOMICA DEL TERRITORIO - Agricoltura e marketing a Locorotondo e in Valle d'Itria, p. 20 del PDF · originale
  52. 1998 — Nel 1998 l'abbigliamento martinese è stimato in almeno 200 miliardi di lire. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2005 n. 28: Luigi DE MICHELE TIPICITÀ E FUNZIONE ECONOMICA DEL TERRITORIO - Agricoltura e marketing a Locorotondo e in Valle d'Itria, p. 20 del PDF · originale
  53. 1968 — 1968: muore l'ultimo Caracciolo de Sangro, ex duchi di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8, p. 4 del PDF · originale
  54. 1978 — Morte di Riccardo de Sangro e fine della famiglia ducale. Fonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale» · originale
  55. 1978 — Donazione al Comune della sezione antica dell'archivio ducale. Fonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Uno scrigno di preziose informazioni: l’Archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-05) · originale
  56. 1998 — Al Comune la sezione contemporanea dell'archivio ducale. Fonte: Lucia Lopriore, Fondazione Terra d'Otranto, «Uno scrigno di preziose informazioni: l’Archivio Caracciolo – de’ Sangro di Martina Franca» (2010-10-05) · originale
  57. 1969 — 1969: esce il volume d'arte «Martina Franca» di Cesare Brandi. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1972 (1972), p. 2 del PDF · originale
  58. 1970 — 1970: Angelo Marinò pubblica il Repertorio degli scrittori, artisti e scienziati martinesi. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Studi Salentini 1970 (1970), p. 15 del PDF · originale
  59. 1970 — 1970: Michele Pizzigallo ripubblica la cronaca martinese di Donato Antonio Filomena. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1978 (1978), p. 348 del PDF · originale
  60. 1977 — Rita Punzi pubblica «Iscrizioni latine a Martina Franca», 1977. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 5 del PDF
  61. 1983 — Iconografia musicale a Martina Franca (Casa Musicale Marangi e Umanesimo della Pietra). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TERRITORIO - Il distretto rurale per un nuovo volto della Valle d'Itria, p. 16 del PDF · originale
  62. aprile 1970 — Aprile 1970: la Mostra fotografica del Barocco salentino a Taranto e Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1971 (1971), p. 10 del PDF · originale
  63. 1973 — Nasce a Martina Franca il gruppo culturale «Nuove Proposte». Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 2, 28 febbraio 1974, p. 21 del PDF
  64. 20 agosto 1973 — Mostra personale di Elia Pesatori nel Palazzo Ducale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2000 n. 23: Domenico BLASI IN MEMORIA - Elia Pesatori un pittore parigino nella Murgia dei Trulli [in memoria], p. 5 del PDF · originale
  65. 27 dicembre 1973 — Giuria del X Premio Comunità, sezione pittura. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 18 del PDF
  66. 28 dicembre 1973 — Giuria del X Premio Comunità «Giovanni XXIII», sezione poesia. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 16 del PDF
  67. 1977 — Leonida Repaci, presidente del Premio Martina Franca di poesia, definisce Martina «un'oasi» dello «umanesimo della pietra». Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1985 n. 8, p. 6 del PDF · originale
  68. aprile 1988 — Cartella Omaggio a Umanesimo della Pietra per il decennale del Gruppo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2000 n. 23, p. 6 del PDF · originale
  69. 1974 — Primo Festival della Valle d’Itria. Fonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale» · originale
  70. 1975 — Istituzione del Festival della Valle d'Itria. Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Il Festival» · originale
  71. 1975 — Nasce l'idea del Festival e il Centro artistico «Valle d'Itria». Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Un Festival nel Mezzogiorno» (2024-04-29) · originale
  72. 27 agosto 1975 — Prima edizione del Festival (27 agosto - 5 settembre 1975). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «1975: la prima edizione del Festival» (2024-05-09) · originale
  73. 27 agosto 1975 — Serata inaugurale nell'atrio di Palazzo Ducale. Fonte: Festival della Valle d'Itria, «1975: la prima edizione del Festival» (2024-05-09) · originale
  74. 12 agosto 1977 — La Norma di Bellini del 1977, con voci restituite ai ruoli originali. Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Pietre miliari #1 - La Norma del 1977» (2024-07-03) · originale
  75. 1980 — Dal 1980 direzione artistica di Rodolfo Celletti. Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Il Festival» · originale
  76. 1979 — Nel 1979 i cinema di Martina contano 183.393 presenze contro 230.508 di Fasano. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 8 del PDF
  77. 1976 — Albo d'oro del Trofeo dei Rioni 1976-1981. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 28 del PDF
  78. 9 luglio 1982 — Il rione Paolotti vince il 5° Trofeo calcistico dei rioni. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 27 del PDF
  79. 23 febbraio 1980 — Gare di nuoto FIN alla piscina del Centro Sportivo Dell'Erba. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 26 del PDF
  80. 1980 — Concorso canoro «Cuore di Bimbo» 1980, terza edizione. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 26 del PDF
  81. 9 luglio 1980 — Giochi senza frontiere 1980 a Martina Franca. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 26 del PDF
  82. 1983 — Annunciate per l'estate 1983 tribune e fondo erboso al Campo Pergolo. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 28 del PDF
  83. 1978 — Nel 1978 Basile tra gli undici autori del primo numero di Riflessioni-Umanesimo della Pietra. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 9 del PDF · originale
  84. 17 febbraio 1979 — L'azienda Russoli passa alla Regione Puglia. Fonte: Vitantonio Geronimo, L’asino di Martina Franca salvato dall’estinzione, in «Umanesimo della Pietra – Verde», n. 3, 1988, PDF p. 53 · originale
  85. 1985 — Acquistati i primi 37 asini per il nucleo di conservazione dell'Asino di Martina Franca. Fonte: Vitantonio Geronimo, L’asino di Martina Franca salvato dall’estinzione, in «Umanesimo della Pietra – Verde», n. 3, 1988, PDF p. 54 · originale
  86. 1987 — Nel 1987 alla rassegna Hippos di Bari Alfonso Basile e premiato per un suo stallone. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 9 del PDF · originale
  87. 9 gennaio 2012 — Muore a Martina Franca Alfonso Basile. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2012 n. 35, p. 5 del PDF · originale
  88. 1988 – 1990 — Campagne di scavo della Soprintendenza a Masseria Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, PDF p. 53 · originale
  89. ottobre 1988 — Scavi 1988 e 1990 a Badessa Vecchia: edificio del IV-III secolo a.C. e vincolo archeologico. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1998 n. 21: Giovanni LIUZZI IL TERRITORIO NEL CINQUECENTO - III PARTE - Il Santacroce e le masserie di Martina in località Sisignano e Monte del Forno, p. 94 del PDF · originale
  90. maggio 1990 — Maggio-giugno 1990: secondo intervento di scavo a Badessa Vecchia. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 70 del PDF · originale
  91. 1988 — Autunno 1988: la Soprintendenza avvia gli scavi sistematici a Badessa-Monte del Forno. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1989 n. 12, p. 12 del PDF · originale
  92. 1952 — Primavera 1952: due cacciatori martinesi entrano nella Grotta di Pilano, ispezionata dalla Soprintendenza. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 53 del PDF · originale
  93. 1985 — Nel 1985 il Gruppo Speleologico Martinese compila il rilievo della Grotta di Pilano. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 53 del PDF · originale
  94. 1989 — Denuncia del Gruppo Speleologico Martinese sulla discarica della Grotta del Cuoco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2000 n. 23: Vincenzo PASCALI PATRIMONIO SPELEO-ARCHEOLOGICO - Azioni di denuncia e opere di tutela per le grotte di Martina Franca, PDF p. 135 · originale
  95. 24 maggio 1997 — Torneo di burraco per finanziare il recupero della Grotta del Cuoco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2000 n. 23: Vincenzo PASCALI PATRIMONIO SPELEO-ARCHEOLOGICO - Azioni di denuncia e opere di tutela per le grotte di Martina Franca, PDF p. 136 · originale
  96. 5 giugno 1998 — Ordinanza del commissario prefettizio sulla Grave di Monte Pelosello. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2000 n. 23: Vincenzo PASCALI PATRIMONIO SPELEO-ARCHEOLOGICO - Azioni di denuncia e opere di tutela per le grotte di Martina Franca, PDF p. 137 · originale
  97. 1977 — Il Gruppo Umanesimo della Pietra censisce 254 masserie e 70 luoghi di culto. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 7 del PDF
  98. 1998 — Schedatura CRSEC dei luoghi di culto rurali di Martina Franca (1998-1999). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 8 del PDF
  99. 1955 — Masseria Fragneto: chiesa moderna su disegno di Adolfo Rollo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 78 del PDF
  100. 1957 — Masseria San Paolo: Francesco Basile fa costruire la nuova chiesa della Madonna del Carmine. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF
  101. novembre 1963 — Consacrazione della Chiesa dell'Immacolata Concezione in Contrada Cupina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2015 n. 38: Francesco BELLOPEDE COMUNITÀ RURALI E LUOGHI DI CULTO DEL TERRITORIO - La Chiesa dell’Immacolata Concezione in Contrada Cupina a Martina Franca, PDF p. 96 · originale
  102. 1986 — Masseria La Lamiola: consolidamento e restauro della chiesa (1986-1987). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 95 del PDF
  103. 1989 — Masseria Fanelli: la chiesa devastata dai ladri. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 73 del PDF
  104. 2000 — Masseria Monaci: restauro della chiesa nell'Anno Santo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 145 del PDF
  105. 1957 — Lapide del 1957: abbellimenti della chiesa di San Martino. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 25 del PDF
  106. 1995 — Museo dell’Arciconfraternita del Carmine. Fonte: Comune di Martina Franca, «Chiesa dell'Annunziata sede dell'Arciconfraternita del Carmine» · originale
  107. 22 aprile 1998 — Breve di Giovanni Paolo II che eleva San Martino a Basilica minore, 22 aprile 1998. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 27 del PDF
  108. 22 aprile 1998 — San Martino elevata a Basilica minore. Fonte: Comune di Martina Franca, «Basilica di San Martino» · originale
  109. 7 gennaio 2001 — Consacrazione della chiesa del Divino Amore, 7 gennaio 2001. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 66 del PDF
  110. 20 luglio 2012 — Concerto per lo Spirito nella Basilica di San Martino (2012). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «38ª edizione - 2012» · originale
  111. 24 luglio 2013 — Concerto carmelitano per i 300 anni dell'Arciconfraternita (2013). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «39ª edizione - 2013» · originale
  112. 22 luglio 2015 — Concerto per lo Spirito, Basilica di San Martino (22 luglio 2015). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «41ª edizione - 2015» · originale
  113. gennaio 1977 — Si costituisce il Consorzio Interprovinciale dei Trulli e delle Grotte, con sede a Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1982 n. 5: Vittorio CHIAIA INTERVENTI SUL TERRITORIO - L'assetto del territorio della Murgia dei Trulli e delle Grotte, p. 11 del PDF · originale
  114. 1982 — Censimenti agricoltura 1982 e 1990 a Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 21 del PDF · originale
  115. 1990 — Censimento 1990: le masserie superano il 50% del territorio comunale di Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1997 n. 20: Luigi DE MICHELE AGRICOLTURA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE - Vitalità storica delle masserie moderne nel territorio della Murgia dei Trulli, p. 28 del PDF · originale
  116. 12 maggio 2009 — Protocollo per l’Ecomuseo della Valle d’Itria. Fonte: Ecomuseo di Valle d'Itria, «La Storia (Che cos'è l'Ecomuseo)» · originale
  117. 14 luglio 2012 — 38º Festival (14 luglio - 2 agosto 2012). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «38ª edizione - 2012» · originale
  118. 21 luglio 2012 — Prima assoluta di «Nûr» di Marco Taralli al Teatro Verdi. Fonte: Festival della Valle d'Itria, «38ª edizione - 2012» · originale
  119. 13 luglio 2013 — 39º Festival (13 luglio - 1 agosto 2013). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «39ª edizione - 2013» · originale
  120. 14 luglio 2013 — Il Chiostro di San Domenico ospita «L'ambizione delusa» (2013). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «39ª edizione - 2013» · originale
  121. 18 luglio 2014 — 40º Festival (18 luglio - 3 agosto 2014). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «40ª edizione - 2014» · originale
  122. 14 luglio 2016 — 42º Festival (14 luglio - 5 agosto 2016). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «42ª edizione - 2016» · originale
  123. 30 luglio 2016 — Prima mondiale di «Francesca da Rimini» di Mercadante (30 luglio 2016). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «42ª edizione - 2016» · originale
  124. 2019 — «Paolo Grassi 100 a Martina Franca» nel centenario della nascita. Fonte: Festival della Valle d'Itria, «45ª edizione - 2019» · originale
  125. 17 luglio 2021 — 47º Festival (17 luglio - 4 agosto 2021). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Il Festival» · originale
  126. 2022 — Il Festival torna al Teatro Verdi restaurato (2022). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Il Festival» · originale
  127. 19 luglio 2022 — 48º Festival (19 luglio - 6 agosto 2022). Fonte: Festival della Valle d'Itria, «Il Festival» · originale
Ringraziamenti e fonti principali

Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.

  • «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» (1978–2015) e il suo Centro culturale: tutti gli autori degli articoli sono citati accanto agli eventi.
  • «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004): Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente, con la prefazione e la consulenza storico-artistica di Domenico Blasi.
  • Archivi di Stato di Lecce, Taranto, Bari e Brindisi, che pubblicano online i loro inventari.
  • Fondazione Terra d'Otranto (articoli di Lucia Lopriore, Dora Liuzzi, Giuseppe Grassi con la cura di Angelo Sgura e altri), Festival della Valle d'Itria (archivio delle edizioni), Comune di Martina Franca (pagine di storia e schede dei luoghi, licenza CC-BY 4.0) ed Ecomuseo di Valle d'Itria.
  • Emeroteca della Provincia di Brindisi, che rende consultabili riviste e quotidiani.
  • «Giorno per Giorno», periodico di Martina Franca, e gli studiosi e le riviste citati nelle note (Studi Salentini, Archivio Storico Pugliese, Japigia, Brundisii Res e altre).

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Il racconto è costruito sugli eventi della cronologia, ognuno con la sua fonte: i fatti su Martina vengono tutti da lì. Le spiegazioni delle parole e i brevi cenni di storia generale, dove ci sono, sono aggiunti per aiutare chi legge e non sono documentati negli eventi. Se trovi un errore o una fonte migliore, segnalalo.