Storia della città

La storia di Martina Franca raccontata a partire dalle fonti. Ogni fatto rimanda, con numeri in nota, agli eventi della cronologia da cui deriva; ogni evento ha la sua fonte e, dove possibile, il link al testo. Dove le fonti si contraddicono, il racconto lo dice. Le parole difficili sono spiegate nel glossario.

Il Novecento: fino al 1950

In breve

Nella prima metà del Novecento a Martina Franca ci sono molte vigne e si parla molto di vino: nel 1907 nasce «Il Mezzogiorno vinicolo», un giornale tutto dedicato al vino, e un testo ricorda una crisi da superproduzione nel 1907-1908. Le viti sono minacciate dalla fillossera, un insetto parassita; nel 1912, secondo il giornale, i vigneti martinesi sono quasi ricostituiti, e il catasto del 1930 conta 6.258 ettari di vigneto.

In città escono riviste e libri di storia e cultura pugliese e locale, come la rivista «Apulia» del 1910; chiese, conventi e masserie di campagna compaiono nei documenti con date e lavori, e nel 1940 la Madonna «Salute degli infermi» è dichiarata patrona e nel 1942 la chiesa della Sanità diventa santuario. Alberobello chiede un pezzo del territorio di Martina (dal 1922 al 1937) e si discute di boschi e pascoli che erano di tutti: nel 1928 c'è un decreto sugli usi civici.

Dal 1922 al 25 luglio 1943 governa il fascismo; dal 1940 c'è la guerra e, nel settembre 1943, arrivano le truppe alleate. Nel 1946 il Comitato di Liberazione designa un nuovo sindaco.

Il vino e i suoi giornali

Nel primo Novecento a Martina Franca il vino è un tema di cui si parla molto. Il 10 gennaio 1907 iniziò in città un quindicinale dedicato ai problemi del vino, «Il Mezzogiorno vinicolo»: secondo l'articolo che ne parla, era uno dei pochi periodici pugliesi del tempo a occuparsi soltanto di questi temi, e lo dirigeva l'enologo martinese Giacomo De Vito. [1] Accanto a De Vito compare un D'Agostino, chiamato Franco in un testo e Francesco in un altro; un testo parla di un giornale bimensile nato nel gennaio 1907, un altro dice che uscì dal 1907 al 1917. [1][2][3] Lo stesso giornale lamentava il disinteresse verso Martina, importante centro del vino, con oltre 10.000 ettari a vite (altre fonti per il 1907 ne danno 12.000) e una produzione media di circa 150.000 ettolitro. [4] Il ruolo d'imposta dei terreni del 1906 dava al territorio 28.389 ettari, in 7.959 articoli, con un'estensione media di 3,56 ettari. [5] Altre cifre sul territorio (circa 28.000 ettari nel 1909, poco più di 29.000 in un'altra ricostruzione, 23.093 nel catasto del 1930) non coincidono e le fonti non spiegano perché. [6][7][8]

Troppo vino e la fillossera

Il vino, però, poteva diventare anche un problema. Un giornale ricorda una crisi da superproduzione, cioè troppo vino, negli anni 1907-1908; la fonte non dice in quale territorio si fosse manifestata. Secondo quel giornale, lo stabilimento di Giuseppe Micela poté distillare più di 90.000 ettolitri, evitando, secondo l'articolo, un disastro economico al territorio; non è chiaro se fosse Martina. [9] Nel 1909 un'inchiesta che la fonte intitola a Presutti contava a Martina circa 10.000 ettari di vigneto su circa 28.000, divisi tra 8.000 proprietari o enfiteuta, con una produzione stimata in 300.000 ettolitri, il doppio della produzione media indicata per il 1907; le fonti non spiegano la differenza. [6][4] Un altro testo sul 1909 parla di poco più di 29.000 ettari, oltre ottomila proprietari e 300.000 ettolitri a 10 lire l'ettolitro; non è chiaro se sia uno studio indipendente dal primo. [7] Le viti erano minacciate dalla fillossera, un insetto parassita. Tra il 1905 e il 1907 ci sono delibere e lettere sulle cure contro la fillossera nei comuni di Crispiano e Martina Franca. [10] Secondo «Il Mezzogiorno vinicolo», già nel marzo 1912 i vigneti martinesi erano quasi del tutto ricostituiti: il giornale ne dava il merito a Luigi Micheli, delegato tecnico del Consorzio antifillossera di Martina dal 1911 (da non confondere con Micela). [11]

Apulia, una rivista di storia pugliese

Il 7 marzo 1910 uscì a Martina Franca il primo fascicolo, di 160 pagine, della rivista trimestrale «Apulia», diretta da Eugenio Selvaggi (1872-1961) e pubblicata presso la Casa Editrice Apulia. [12][13] Selvaggi aveva già avviato nel 1904 una biblioteca privata, nata da un fondo di famiglia, e un quindicinale, il «Bollettino bibliografico di cultura», poi chiamato «Il bibliografo». [14][15] Secondo una fonte, Apulia è tra le principali riviste di storia regionale del Mezzogiorno; ebbe sede a Martina e poi a Bari. [16] La Casa editrice pubblicò nel 1912 «Il falò di Sant'Antonio» di Francesco D'Elia, nel 1913 il «Folklore andriese» di Zagaria e le lettere del viaggiatore Riedesel a Winckelmann, e nel 1915 le «Escursioni in Puglia» di Gustavo Meyer. [17][18][19][13] Nel 1916, secondo un inventario, la rivista figura come editrice di «Nella Puglia Dauna» di F. Lenormant (l'inventario scrive «Lonormant»), stampata a Putignano. [20] Gli «Studi di storia andriese» di Spagnoletti portano la data 1913 e il luogo Martina Franca, ma risultano finiti di stampare il 22 marzo 1914. [21] Come periodico la rivista uscì fino al 1914 (una fonte dice fino al 1914, un'altra elenca gli anni 1910-1914), ma la casa editrice pubblicò libri a Martina anche nel 1915 e nel 1916. [22][16][13][20]

Scoperte e scavi

Nello stesso periodo ci furono scoperte e studi archeologici. Nel 1910 Selvaggi, direttore di «Apulia», fu per caso testimone di una scoperta mentre si scavavano le fondamenta di una casa in contrada Chiafele: furono trovati oggetti che egli giudicò di epoca romana e «barbarica». [23] Nel 1912 si trovò, in una località non precisata del territorio, un ripostiglio di 450 monete greche della fine del III secolo a.C., con argento di Taranto e Heraclea e bronzi di Metaponto; secondo la fonte fu subito venduto sul mercato antiquario e poche monete vennero pubblicate. [24] Sempre nel 1912 «Apulia» ospitò il «Censimento dei dolmen in Terra d'Otranto» di Cosimo De Giorgi. [25] Più avanti, il 3 settembre 1930, una cavità carsica nei terreni di Masseria Cuoco, la Grotta del Cuoco, fu esplorata per la prima volta da Grassi, La Sorte e Messia. [26]

Gli studi di Giuseppe Grassi

Giuseppe Grassi scrisse in questi anni vari lavori su Martina e tenne anche una conferenza. Nel 1925 pubblicò a Martina, per i tipi di Aquaro e Dragonetti, uno studio sulla fonetica del dialetto con liste di vocaboli. [27] Un'altra fonte parla di un dizionario dialettale di Martina Franca da lui pubblicato nel 1925: forse è la stessa opera, ma non è detto. [28] Nel 1926 uscì, stampato a Taranto, il suo lavoro sul tramonto del Settecento a Martina e sulla Repubblica partenopea del 1799, di 139 pagine. [29] Il 14 giugno 1928 tenne in un museo una conferenza sui «Musicisti salentini», definita «interessante ed erudita» in una lettera di ringraziamento. [30] Nello stesso 1928 pubblicò «La chiesa di S. Martino in Martina Franca», 236 pagine, da cui la recensione ricava notizie sulla vita ecclesiastica, culturale ed edilizia degli ultimi quattro secoli. [31]

Giornali, fazioni e accuse

Accanto ai periodici di cultura c'erano giornali cattolici e politici. Nel 1901 si pubblicava a Martina «L'Osservatore pugliese», giornale cattolico. [32] Quattro anni dopo, un fascicolo della Prefettura di Lecce, con allegato il giornale «Il Popolo» del 29 luglio 1905, raccoglie atti vandalici a Martina e una dimostrazione per festeggiare l'assoluzione del sindaco; non è detto quale sindaco né se i fatti fossero collegati. [33] Poi le carte parlano di tribunale: secondo un giornale brindisino del 1914, un calendario di cause registrava un'accusa di lesioni per un fatto avvenuto a Martina il 4 febbraio 1913 e un'accusa di omicidio per un fatto avvenuto a Martina il 20 settembre 1913. Sono accuse, non condanne. [34][35] Nel 1919 una corrispondenza giornalistica racconta la lotta, giudicata difficile, contro le vecchie fazioni locali che per cinquant'anni avrebbero dominato la vita del paese; è il parere di un solo corrispondente. [36] Il 4 aprile 1920 uscì il primo numero de «La Popolazione», giornale politico amministrativo stampato dalla tipografia Aquaro e Dragonetti. [37] L'anno dopo la Prefettura di Lecce raccolse rapporti e telegrammi sull'agitazione dei metallurgici di Martina Franca. [38] Un articolo del 1978 racconta infine un episodio del 23 settembre 1922: all'imbrunire un gruppo di banditi avrebbe assaltato e saccheggiato la masseria San Paolo, del più ricco possidente di Martina, e il fatto fu considerato un atto di brigantaggio. L'articolo stesso avverte che ancora oggi molti lo ricordano «con i toni favolosi della storia di briganti». [39]

Campagna, sete, asini e strumenti musicali

La vita di ogni giorno lascia piccole tracce. Secondo una pubblicazione del 1984, il 2 marzo 1905 il deputato Chimienti tornò a sperare in consorzi agrari di piccoli proprietari contro la miopia delle classi dirigenti, richiamandosi all'esempio di Martina Franca. [40] Alla Prefettura di Lecce esiste un fascicolo 1901-1902 intitolato «Strada comunale per Martina Franca». [41] Per la siccità sono documentate richieste di provvedimenti per Martina nel 1908 e nel 1914. [42] Nel 1904 il professor Francesco Tucci, direttore del Regio Istituto Zootecnico di Palermo, propose di istituire stazioni di monta anche nel territorio di Martina, affidandole ad aziende private, per far crescere la razza degli asini. [43] Nel 1911 Francesco Marangi (1880-1943), venditore ambulante di strumenti musicali, aprì in Via Cappelletti 10-11 quello che l'azienda da lui fondata, in una pagina del 2007, ricorda come il primo punto vendita di strumenti musicali di Martina e del circondario. [44][45]

Eredità, parrocchie e conventi

La benefattrice Irene Del Vecchio (1816-1902) aveva nominato erede universale la Parrocchia di San Martino, a cui il 16 dicembre 1902 pervenne l'ex masseria dei Desiati, in agro di Crispiano. [46] Secondo la fonte, con il denaro derivato da quel lascito nel 1929 il Seminario Arcivescovile di Taranto acquistò l'ex Convento dei Paolotti di Martina (i Paolotti sono i frati Minimi); una lapide nel chiostro della Casa dei Minimi, datata 17 agosto 1937, lo ricorda. [47] Nel 1923 monsignor Olindo Ruggieri, proprietario della masseria Carrucola, divenne arciprete di Martina; lo sarebbe rimasto fino al 1951, e fece costruire l'ampia facciata della chiesa della masseria. [48] Dal 1944 esiste a Martina il convento di Cristo Re dei frati Minori, il quinto convento francescano della città. [49]

Chiese e date nelle masserie

Nelle masserie di campagna il Novecento ha lasciato date incise sulla pietra. A Masseria Minco di Tata una residenza fu costruita nei primi anni del Novecento, come alcuni locali di servizio datati 1905. [50] A Masseria Piscinella la chiesa fu rimaneggiata e reca un'epigrafe del 1910 che la dedica alla Vergine Maria. [51] Il volume sulle chiese delle masserie dice che tra il 1911 e il 1913 furono costruite una sagrestia e una chiesa nuova ai lati della più antica. [52] Lo stesso volume ricorda una «seconda chiesa» dedicata nel 1919 da Francesco Paolo Basile al Cristo Redentore, e un articolo parla di una nuova chiesa voluta nello stesso anno da Francesco Basile, detto don Ciccillo, accanto alla cappella settecentesca. Le fonti non chiariscono se si tratti dello stesso edificio. [53][54] Un locale addossato alla casa padronale reca la data MCMXXXVI, cioè 1936. [55] Altrove i lavori si leggono nei dettagli. A Masseria Mangiato una campana fusa a Trani nel 1925 sta nel campanile a vela. [56] A Masseria Cristi una chiesa probabilmente settecentesca fu ristrutturata nel 1930. [57] Nel 1940 il palazzo della masseria Chiafele fu completato con nuovi ambienti sopraelevati. [58] A Masseria Le Monache nel 1923 fu acquistato un lotto a vigneto con il nucleo di trulli; il nome ricorda le Agostiniane, di cui la masseria sarebbe stata proprietà. [59] A Masseria Martucci un portale reca la data 1946, segno di ampliamenti novecenteschi. [60] Una chiesa con lo stemma Basile ha un altare in marmi policromi del 1949. [61]

Santi, santuari e guerra

Il 1° febbraio 1931 un bollettino parrocchiale commemorò il quarto centenario dell'apparizione, ritenuta miracolosa, di san Martino sulle mura durante quello che il bollettino chiama «assedio dei Cappelletti». [62] Una rivista locale del 1974 ricorda che nel 1933 l'Arciconfraternita del SS. Sacramento dei Laici organizzò in città il Primo Congresso Nazionale delle confraternita. [63] L'Italia entrò nella Seconda guerra mondiale il 10 giugno 1940, con la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna. Il 30 luglio 1940, secondo il testo che lo ricorda, la Congregazione dei Sacri Riti, assecondando i voti dei fedeli della città, dichiarò la Beata Vergine «Salute degli infermi» patrona di Martina, alla pari con san Martino e santa Comasia. [64] Il 16 luglio 1942 l'arcivescovo Ferdinando Bernardi diede il titolo di santuario alla chiesa della Sanità, per l'immagine famosa per i miracoli che vi si venera. [65] Il 1° agosto la dedicò: il tempio era stato costruito per cura di un canonico con le offerte dei fedeli, mentre, dice l'iscrizione, «dilagava la guerra crudele in tutto il mondo». [66] Il 18 novembre 1946 un decreto dell'arcivescovo di Taranto autorizzò un sacerdote a riaprire la chiesa dell'Immacolata di Masseria Madonna dell'Arco e a celebrarvi ogni domenica. [67]

Vigne, fiere e una rivolta di cui si sa poco

Nel 1930 il catasto mostrava quanto era cresciuta la vigna: secondo l'articolo che lo cita, dopo un secolo la coltura viticola sarebbe aumentata del 347%, e su una superficie censita di 23.093,39 ettari il vigneto copriva 6.258,30 ettari. [8] Sia il vigneto sia il totale del territorio non coincidono con le stime precedenti (circa 10.000 ettari di vigneto nel 1907-1909; 28.389, circa 28.000 o poco più di 29.000 ettari di territorio), e le fonti non spiegano la differenza. [8][4][6][5][7] Un testo del 1986 ricorda che uno studioso si chiedeva quale relazione ci fosse tra la jacquerie martinese dell'aprile 1930 e la nascita, nello stesso periodo, della Cantina Sociale di Locorotondo, e sostiene che i due fatti mostrano le contraddizioni di una società alle prese con nuovi sistemi di produzione e di vendita. [68] Che cosa accadde in quell'aprile la fonte non dice, e «jacquerie» potrebbe essere un'espressione dello studioso. [68] Nel 1932 una fotografia mostra la Fiera di San Martino nell'area dell'attuale Campo Sportivo; la didascalia aggiunge che le fiere del bestiame erano luogo d'incontro fra massari e proprietari. [69] Nel 1935 un'altra fotografia documenta l'avvio dei lavori di pastino in un vigneto in contrada Grassitello, con un punto interrogativo sulla stagione. [70]

Chi possiede i boschi e i pascoli?

Il 22 marzo 1928 il commissario regionale per la liquidazione degli usi civici di Puglia e Basilicata, con il decreto n. 316, elencò gli usi di seminare, pascolare e far legna esercitati o pretesi dai cittadini di Martina su un lungo elenco di terre, e dispose un'istruttoria affidata all'avvocato Giuseppe Manfridi. [71] Manfridi redasse nel giugno 1930 una prima relazione storico-giuridica sui demani di Martina Franca. [72] Dal 1931 al 1949 si accese, tra Martina, Mottola e Taranto, una lite sul Bosco di Santantuono, antico demanio in promiscuità fra i tre comuni. [73] Nello stesso 1928, su tutt'altro terreno, dopo la vendita avviata dai duchi buona parte del Palazzo Ducale divenne Palazzo di Città, sede del Comune. [74]

Alberobello vuole un pezzo di Martina

Una questione di confini ritorna più volte tra il 1922 e il 1937. Nel 1922 Pietro Campione, socialista e ultimo sindaco di Alberobello eletto prima del fascismo, chiese al cav. Angelo Turi una relazione e suggerimenti per aggregare ad Alberobello la parte del territorio di Martina posseduta e abitata da alberobellesi; la questione risaliva al 1862. [75][76] Turi inviò anche l'elenco di 202 elettori alberobellesi iscritti nelle liste amministrative di Martina del 1920. [75] Nell'agosto 1934 un gruppo di alberobellesi si rivolse al duce per ottenere l'ampliamento di Alberobello: la richiesta complessiva includeva 4.790 ettari del territorio di Martina. [77] Nel febbraio 1937 l'ispettore generale Li Voti comunicò ai prefetti di Bari e di Taranto l'esito dell'ispezione ministeriale, che lasciava poche speranze ad Alberobello: l'ampliamento avrebbe tolto territorio a Martina e danneggiato le finanze di Martina e di Noci. [78]

Il fascismo e la guerra

Dal 1922 al 25 luglio 1943 l'Italia fu governata dal fascismo. Secondo un articolo del 1982, nel 1930 gli abitanti di Specchia Tarantina, borgata di Martina Franca, non vollero trasferirsi in Tripolitania, come sollecitava il governo fascista; l'articolo non dice quanti fossero. [79] Lungo la Strada del Paretone fu eretto nel 1936 un rustico monumento in pietra locale a ricordo di Donato Montanaro, caduto in terra d'Africa; la fonte non dice in quale guerra. [80] Dal 1938 al 1943 si conserva corrispondenza varia della Federazione provinciale del Partito Nazionale Fascista con i segretari politici dei Fasci di Martina Franca; non se ne conosce il contenuto. [81] Nel 1941 una pubblicazione sul territorio di Locorotondo, con 26 tavole e un titolo che parla di colonizzazione e ruralizzazione, fu stampata a Martina da Aquaro e Dragonetti. [82] Rimangono poi mandati di pagamento datati 23 novembre 1942 per rimborsare l'assistenza a famiglie di combattenti appartenenti al fascio di Martina Franca. [83]

Dalla guerra al 1950

Nel settembre 1943 truppe alleate entrarono a Martina, come dice la didascalia di una fotografia. [84] I dati della stazione termo-pluviometrica di Martina, installata da Cosimo De Giorgi, arrivano fino al 1944, anno della sua soppressione. [85] Secondo un articolo del 1974, scritto da un esponente sindacale, nel 1944, subito dopo la liberazione, nacque la Lega Contadina unitaria, che in pochi mesi organizzò oltre 3.500 braccianti e contadini poveri. [86] Il 17 gennaio 1946 il Comitato di Liberazione designò sindaco Alfonso Motolese, ponendo fine, dice un discorso commemorativo del 1980, alla serie dei commissari prefettizi; fu confermato dalle prime elezioni del dopoguerra, il 31 marzo 1946. [87] Lo stesso articolo del 1974 sostiene che nell'ottobre 1946 Martina fu la «città natale» della scissione sindacale, «prima assoluta in Italia», e la collega a un tentativo della borghesia martinese; è l'unica fonte che lo dice. [88] Tra il 1949 e il 1950 Motolese, oculista e deputato alla Costituente, trasformò la masseria Fragneto in abitazione di campagna. [89] Il 28 febbraio 1950 una delegazione martinese partecipò a Taranto a un convegno vitivinicolo. [90]

Uno sguardo d'insieme

Rileggendo il mezzo secolo, un primo filo è la vigna: dalle cifre del 1907 sul «Mezzogiorno vinicolo» alle stime del 1909, dal catasto del 1930 alla fotografia dei lavori di pastino a Grassitello nel 1935. [4][6][8][70] Un secondo filo è la carta stampata: «L'Osservatore pugliese» del 1901, la rivista «Apulia» del 1910, gli studi di Grassi sul dialetto e su San Martino negli anni Venti. [32][12][27][31] Il terzo è la terra contesa: le richieste di Alberobello dal 1922 al 1937, il decreto sugli usi civici del 1928, la lite per il Bosco di Santantuono dal 1931. [75][78][71][73] Il quarto è la vita religiosa: l'eredità per la parrocchia di San Martino nel 1902, la patrona «Salute degli infermi» nel 1940, il santuario della Sanità nel 1942, il convento di Cristo Re nel 1944. [46][64][65][49]

  1. 10 gennaio 1907 — A Martina Franca esce il primo numero de «Il Mezzogiorno vinicolo». Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 194 · originale
  2. gennaio 1907 — «Il Mezzogiorno Vinicolo» inizia le pubblicazioni a Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 11 del PDF · originale
  3. 1907 — Esce a Martina Franca il quindicinale Il Mezzogiorno Vinicolo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2001 n. 24: Luigi DE MICHELE ECONOMIA DEL TERRITORI - Declino produttivo e squilibrio di mercato del vino DOC della Valle d'Itria, p. 35 del PDF · originale
  4. 1907 — Nel 1907 Martina conta oltre 10.000 ettari a vite e circa 150.000 ettolitri di vino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 197 · originale
  5. 1906 — Ruolo di imposta terreni del 1906: territorio di Martina di 28.389 ettari. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 20 del PDF · originale
  6. 1909 — Inchiesta Presutti del 1909: a Martina 10.000 ettari di vigneto su circa 28.000. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1992 n. 15, p. 19 del PDF · originale
  7. 1909 — Nel 1909 i vigneti martinesi producono circa 300.000 ettolitri di vino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO - Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d'Itria, p. 27 del PDF · originale
  8. 1930 — Catasto del 1930: il vigneto martinese occupa 6.258,30 ettari. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 9 del PDF · originale
  9. 1907 – 1908 — Nella crisi del 1907-1908 lo stabilimento Micela distilla oltre 90.000 ettolitri di vino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 206 · originale
  10. 1905 — Cure antifillosseriche a Crispiano e Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, Provincia di Terra d'Otranto - II deposito, fasc. 34 (1905), p. 46 del PDF · originale
  11. marzo 1912 — Quasi totale ricostituzione dei vigneti di Martina Franca dopo la fillossera (marzo 1912). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1994 n. 17: Italo PALASCIANO VITICULTURA ED ENOLOGIA - Un giornale che guarda all'Europa nella Martina del primo Novecento, PDF p. 204 · originale
  12. 7 marzo 1910 — Esce a Martina Franca il primo fascicolo della rivista «Apulia». Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1939 (1939), p. 10 del PDF · originale
  13. 1915 — La rivista Apulia di Martina Franca pubblica Escursioni in Puglia di Gustavo Meyer. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2002 n. 25: Italo PALASCIANO IL TERRITORIO NELLE IMPRESSIONI DEI FORESTIERI - Viaggiatori nella Murgia dei Trulli fra Cinquecento e Ottocento, p. 42 del PDF · originale
  14. 1904 — Nasce a Martina Franca la biblioteca privata Selvaggi. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1931 (1931), p. 124 del PDF · originale
  15. 1904 — Nasce a Martina Franca il «Bollettino bibliografico di cultura» di Eugenio Selvaggi. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1939 (1939), p. 14 del PDF · originale
  16. 1910 — Nel 1910 Eugenio Selvaggi fonda a Martina Franca la rivista Apulia. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1975 (1975), p. 309 del PDF · originale
  17. 1912 — La Casa editrice Apulia di Martina Franca pubblica «Il falò di Sant'Antonio» di D'Elia. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1931 (1931), p. 9 del PDF · originale
  18. 1913 — 1913: le edizioni Apulia di Martina Franca stampano il Folklore andriese di Zagaria. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1978 (1978), p. 335 del PDF · originale
  19. 1913 — Eugenio Selvaggi pubblica a Martina Un viaggiatore tedesco in Puglia (Riedesel). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2002 n. 25: Pasquale GENTILE BICENTENARIO DELLA NASCITA DI PIETRO GIOIA - La gestione del territorio e la vita politica nella Noci di metà Ottocento, p. 48 del PDF · originale
  20. 1916 — «Nella Puglia Daunia» di F. Lenormant pubblicato a Martina Franca dalla rivista «Apulia». Fonte: Archivio di Stato di Bari – Archivio privato "Ing. Pietro Giorgio di Minervino Murge" - Pubblicazioni a stampa, Archivio privato "Ing. Pietro Giorgio di Minervino Murge" - Pubblicazioni a stampa, fasc. 94, p. 11 del PDF · originale
  21. 22 marzo 1914 — La Rivista «Apulia» Editrice di Martina Franca finisce di stampare gli Studi di storia andriese. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1984 (1984), p. 329 del PDF · originale
  22. 1910 — La rivista «Apulia» esce a Martina Franca (1910-1914). Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1931 (1931), p. 99 del PDF · originale
  23. 1910 — Eugenio Selvaggi assiste a una scoperta archeologica in Contrada Chiafele. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, PDF p. 52 · originale
  24. 1912 — Nel 1912 si trova nel territorio di Martina Franca un ripostiglio di 450 monete greche. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2011 n. 34: Leonardo PALMISANO REMOTI INSEDIAMENTI NEL TERRITORIO - Ricognizione archeologica a ovest dell'abitato di Martina Franca, p. 53 del PDF · originale
  25. 1912 — Il Censimento dei dolmen in Terra d'Otranto di Cosimo De Giorgi pubblicato in Apulia, Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1988 n. 11, p. 20 del PDF · originale
  26. 3 settembre 1930 — Grotta del Cuoco: prima esplorazione da parte di Grassi, La Sorte e Messia. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 55 del PDF
  27. 1925 — Studio di Giuseppe Grassi sulla fonetica del dialetto di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1933 (1933), p. 92 del PDF · originale
  28. 1925 — Nel 1925 Giuseppe Grassi pubblica il dizionario dialettale di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Archivio Storico Pugliese 1978 (1978), p. 374 del PDF · originale
  29. 1926 — Giuseppe Grassi, «Il tramonto del secolo XVIII in Martina Franca» (Repubblica partenopea, 1799), 1926. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Catalogo bibliografico, p. 327 del PDF · originale
  30. 14 giugno 1928 — Giuseppe Grassi di Martina Franca tiene una conferenza sui Musicisti salentini (14 giugno 1928). Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1980 (1980), p. 55 del PDF · originale
  31. 1928 — Giuseppe Grassi pubblica «La chiesa di S. Martino in Martina Franca». Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Japigia 1930 (1930), p. 113 del PDF · originale
  32. 1901 — «L'Osservatore pugliese», giornale cattolico di Martina. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 15 del PDF · originale
  33. 1905 — Fascicolo di prefettura su atti vandalici a Martina e dimostrazione per l'assoluzione del sindaco. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Prefettura Gabinetto I versamento, Prefettura Gabinetto I versamento, fasc. 262, p. 377 del PDF · originale
  34. 4 febbraio 1913 — Lesioni in persona di Angelo Raffaele Fumarola a Martina Franca il 4 febbraio 1913. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – La Città di Brindisi 1914 (1914), p. 2 del PDF · originale
  35. 20 settembre 1913 — Omicidio di Martucci a Martina il 20 settembre 1913, imputato Francesco Dell'Erba. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – La Città di Brindisi 1914 (1914), p. 2 del PDF · originale
  36. 26 settembre 1919 — Lotta contro le vecchie fazioni locali a Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Voce Nuova 1919 (1919), p. 3 del PDF · originale
  37. 4 aprile 1920 — Primo numero de «La Popolazione», giornale politico amministrativo di Martina Franca. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Rinascenza Salentina 1940 (1940), p. 19 del PDF · originale
  38. 1921 — Agitazione dei metallurgici a Martina Franca: rapporti e comunicazioni telegrafiche. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Prefettura Gabinetto I versamento, Prefettura Gabinetto I versamento, fasc. 3120, p. 407 del PDF · originale
  39. 23 settembre 1922 — Assalto di banditi alla masseria San Paolo. Fonte: Francesco Semeraro, Briganti, galantuomini e masserie, in «Riflessioni – Umanesimo della Pietra», n. 1, 1978, PDF p. 20 · originale
  40. 2 marzo 1905 — Il 2 marzo 1905 Chimienti addita Martina Franca come modello di consorzi agrari. Fonte: Emeroteca della Provincia di Brindisi – Brundisii Res 1984 (1984), p. 52 del PDF · originale
  41. 1901 — Fascicolo sulla strada comunale per Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Prefettura II serie IV versamento, Prefettura II serie IV versamento, fasc. 620, p. 34 del PDF · originale
  42. 1908 — Richieste di provvedimenti per la siccità a Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Lecce – Prefettura Gabinetto I versamento, Prefettura Gabinetto I versamento, fasc. 3926 (1908), p. 523 del PDF · originale
  43. 1904 — Proposta di istituire stazioni di monta dell'Asino di Martina Franca nel territorio martinese. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Francesco PINTO UN ECCEZIONALE PATRIMONIO GENETICO DEL TERRITORIO - Rivalutazione dell'Asino di Martina Franca attraverso l'innovativa produzione di latte, PDF p. 169 · originale
  44. 1911 — Francesco Marangi apre il primo negozio di strumenti musicali di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TERRITORIO - Il distretto rurale per un nuovo volto della Valle d'Itria, p. 16 del PDF · originale
  45. 1911 — Apre in Via Cappelletti il primo negozio di strumenti musicali di Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2007 n. 30: Luigi DE MICHELE ECONOMIA E TERRITORIO - Il distretto rurale per un nuovo volto della Valle d'Itria · originale
  46. 16 dicembre 1902 — La Parrocchia di San Martino eredita l'ex masseria dei Desiati dalla benefattrice Irene Del Vecchio. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 131 del PDF · originale
  47. 1929 — Il Seminario Arcivescovile di Taranto acquista l'ex Convento dei Paolotti di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2009 n. 32: Angelo Carmelo BELLO ORIGINI DI UN NUOVO CENTRO ABITATO - Masserie storiche dei Desiati di Martina nel territorio comunale di Crispiano, p. 131 del PDF · originale
  48. 1923 — Monsignor Olindo Ruggieri, proprietario di Carrucola, arciprete di Martina (1923-1951). Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 30 del PDF
  49. 1944 — Dal 1944 il convento di Cristo Re dei frati Minori. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1995 n. 18: Giovanni LIUZZI ENTI ECCLESIASTICI E TERRITORIO - I beni temporali dei Conventuali di Martina, p. 17 del PDF · originale
  50. 1905 — Masseria Minco di Tata: locali di servizio datati 1905. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 142 del PDF
  51. 1910 — Masseria Piscinella: chiesa rimaneggiata con epigrafe del 1910. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 170 del PDF
  52. 1911 — Masseria Luco: sagrestia e chiesa nuova edificate tra 1911 e 1913. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
  53. 1919 — Masseria Luco: seconda chiesa dedicata da Francesco Paolo Basile al Cristo Redentore. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 111 del PDF
  54. 1919 — 1919: don Ciccillo Basile fa erigere una nuova chiesa al Luco. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1979 n. 2, p. 5 del PDF · originale
  55. 1936 — Masseria Luco: nuovo locale terraneo con motto MCMXXXVI. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 110 del PDF
  56. 1925 — Masseria Mangiato: campana fusa a Trani nel 1925. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 130 del PDF
  57. 1930 — Masseria Cristi: profonda ristrutturazione della chiesa settecentesca. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 10 del PDF
  58. 1940 — Masseria Chiafele: sopraelevazione del palazzo. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 39 del PDF
  59. 1923 — Masseria Le Monache: acquisto di un lotto dall'ex proprietà delle Agostiniane. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 101 del PDF
  60. 1946 — Masseria Martucci: portale con millesimo 1946. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 133 del PDF
  61. 1949 — Chiesa con stemma Basile: altare in marmi policromi del 1949. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 44 del PDF
  62. 1 febbraio 1931 — Il bollettino parrocchiale del primo febbraio 1931 commemora il quarto centenario dell'apparizione di san Martino. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14: Giovanni LIUZZI LA GUERRA DI LAUTREC E LA MURGIA DEI TRULLI - Martina si oppone a Fabrizio Marramaldo e inventa l'assedio dei Cappelletti, p. 33 del PDF · originale
  63. 1933 — Primo Congresso Nazionale delle Confraternite a Martina Franca. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 2, 28 febbraio 1974, p. 23 del PDF
  64. 30 luglio 1940 — Maria Salus Infirmorum dichiarata patrona di Martina, 30 luglio 1940. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 72 del PDF
  65. 16 luglio 1942 — La chiesa della Sanità dichiarata santuario, 16 luglio 1942. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 72 del PDF
  66. 1 agosto 1942 — Dedicazione della chiesa della Sanità, 1 agosto 1942. Fonte: Ad quaerendas urbis inscriptiones, p. 72 del PDF
  67. 18 novembre 1946 — Decreto dell'arcivescovo di Taranto per la riapertura della chiesa di Madonna dell'Arco. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 120 del PDF
  68. aprile 1930 — Jacquerie martinese dell'aprile 1930. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 6 del PDF · originale
  69. 1932 — Fiera di San Martino del 1932 nell'area dell'attuale Campo Sportivo. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1996 n. 19: Luigi DE MICHELE GESTIONE DEL TERRITORIO - Funzioni economiche delle masserie pugliesi, p. 22 del PDF · originale
  70. 1935 — 1935: lavori di pastino in un vigneto in contrada Grassitello. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1986 n. 9, p. 14 del PDF · originale
  71. 22 marzo 1928 — Decreto n. 316 del commissario regionale sugli usi civici dei cittadini di Martina. Fonte: Michele Ancona, Usi civici a Martina - Tutela del territorio fra storia e diritto, in «Umanesimo della Pietra – Verde», n. 5, 1990, PDF p. 76 · originale
  72. giugno 1930 — L'avv. Giuseppe Manfridi, incaricato nel 1928, redige nel giugno 1930 la relazione storico-giuridica sui demani. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1990 n. 13, p. 27 del PDF · originale
  73. 1931 — Lite tra Martina, Mottola e Taranto per il Bosco di Santantuono (1931-1949). Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2008 n. 31: Giovanni LIUZZI ATTUALITÀ DELL'IRRISOLTO PROBLEMA DEGLI USI CIVICI - La Mappa topografica di Martina del 1787 e la secolare questione dei demani, p. 24 del PDF · originale
  74. 1928 — Il Palazzo Ducale diventa sede del Comune. Fonte: Comune di Martina Franca, «Palazzo del Municipio - Palazzo Ducale» · originale
  75. 1922 — Il sindaco Campione di Alberobello sollecita Angelo Turi sull'aggregazione di territorio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1988 n. 11, p. 8 del PDF · originale
  76. 1922 — 1922: Alberobello avvia la richiesta di aggregare territorio di Martina. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1988 n. 11, p. 8 del PDF · originale
  77. agosto 1934 — Agosto 1934: alberobellesi chiedono al duce l'ampliamento del territorio comunale. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1988 n. 11, p. 8 del PDF · originale
  78. febbraio 1937 — Esito negativo dell'ispezione ministeriale sulla richiesta di Alberobello di ampliarsi a spese di Martina Franca. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1988 n. 11, p. 9 del PDF · originale
  79. 1930 — Gli abitanti di Specchia Tarantina rifiutano il trasferimento in Tripolitania. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 22 del PDF
  80. 1936 — Monumento in pietra a Donato Montanaro lungo la Strada del Paretone. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 2004 n. 27: Francesco BELLOPEDE FRAMMENTI DI VITA E RICORDI DI STORIA VISSUTA - La Strada del Paretone nell'agro di Martina Franca, PDF p. 177 · originale
  81. 1938 — Corrispondenza della Federazione provinciale PNF con i segretari politici dei Fasci di Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Taranto – 163 P.N.F. - Federazione Provinciale dei Fasci di combattimento di Taranto, 163 P.N.F. - Federazione Provinciale dei Fasci di combattimento di Taranto, fasc. 5 (1938), p. 8 del PDF · originale
  82. 1941 — «Colonizzazione e Ruralizzazione» di Sigismondo Calella stampato a Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Bari – Archivio privato "Ing. Pietro Giorgio di Minervino Murge" - Pubblicazioni a stampa, Archivio privato "Ing. Pietro Giorgio di Minervino Murge" - Pubblicazioni a stampa, fasc. 304, p. 23 del PDF · originale
  83. 1942 — Mandati di rimborso per assistenza a famiglie di combattenti del fascio di Martina Franca. Fonte: Archivio di Stato di Taranto – 163 P.N.F. - Federazione Provinciale dei Fasci di combattimento di Taranto, 163 P.N.F. - Federazione Provinciale dei Fasci di combattimento di Taranto, fasc. 19 (1942), p. 15 del PDF · originale
  84. settembre 1943 — Truppe alleate entrano a Martina nel settembre 1943. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1991 n. 14, p. 15 del PDF · originale
  85. 1944 — Soppressa la stazione termo-pluviometrica di Martina, istituita da Cosimo De Giorgi. Fonte: Riflessioni – Umanesimo della Pietra 1983 n. 6, p. 8 del PDF · originale
  86. 1944 — Nel 1944 nasce a Martina la Lega Contadina unitaria. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 9 del PDF
  87. 17 gennaio 1946 — Alfonso Motolese designato Sindaco dal Comitato di Liberazione. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 9 n. 2, 8 marzo 1980, p. 19 del PDF
  88. ottobre 1946 — Ottobre 1946: a Martina la scissione sindacale. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 3 n. 1, 30 gennaio 1974, p. 9 del PDF
  89. 1949 — Masseria Fragneto: trasformazione in abitazione di campagna di Alfonso Motolese. Fonte: Chiese delle masserie di Martina Franca, a cura del CRSEC TA/51 (Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione), 2004: ideazione del progetto Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente; direzione editoriale Teresa Lippolis, testi e ricerca fotografica Michela Lenoci, ricerca bibliografica Valentina Raguso; prefazione e consulenza storico-artistica di Domenico Blasi, p. 78 del PDF
  90. 28 febbraio 1950 — Convegno vitivinicolo a Taranto con delegazione martinese. Fonte: «Giorno per Giorno», Martina Franca, anno 11 n. 143, 15 ottobre 1982, p. 19 del PDF
Ringraziamenti e fonti principali

Questo lavoro esiste grazie a chi ha studiato e custodito la storia di Martina Franca. Ogni evento riporta l'autore e l'opera da cui è tratto, con il rimando al testo originale: le citazioni sono brevi, a scopo di studio e di segnalazione, e chi vuole approfondire deve leggere le opere intere.

  • «Riflessioni – Umanesimo della Pietra» (1978–2015) e il suo Centro culturale: tutti gli autori degli articoli sono citati accanto agli eventi.
  • «Chiese delle masserie di Martina Franca» (CRSEC TA/51, Regione Puglia, 2004): Comasia Aquaro, Angela Di Lorenzo, Cinzia Greco, Michela Lenoci, Teresa Lippolis, Anna Maria Liuzzi, Valentina Raguso, Antonia Serio, Maria Tagliente, con la prefazione e la consulenza storico-artistica di Domenico Blasi.
  • Archivi di Stato di Lecce, Taranto, Bari e Brindisi, che pubblicano online i loro inventari.
  • Fondazione Terra d'Otranto (articoli di Lucia Lopriore, Dora Liuzzi, Giuseppe Grassi con la cura di Angelo Sgura e altri), Festival della Valle d'Itria (archivio delle edizioni), Comune di Martina Franca (pagine di storia e schede dei luoghi, licenza CC-BY 4.0) ed Ecomuseo di Valle d'Itria.
  • Emeroteca della Provincia di Brindisi, che rende consultabili riviste e quotidiani.
  • «Giorno per Giorno», periodico di Martina Franca, e gli studiosi e le riviste citati nelle note (Studi Salentini, Archivio Storico Pugliese, Japigia, Brundisii Res e altre).

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